Fissati col mattone

Redazione
31/01/2011

di Edoardo Blosi Negli ultimi mesi, migliaia di famiglia italiane hanno fatto una scelta ben precisa: spaventate dal possibile aumento...

Fissati col mattone

di Edoardo Blosi

Negli ultimi mesi, migliaia di famiglia italiane hanno fatto una scelta ben precisa: spaventate dal possibile aumento del costo del denaro, hanno cercato di bloccare per sempre le rate del mutuo, accendendo un finanziamento a tasso fisso, spesso su invito delle banche, che hanno il loro bel tornaconto nel vendere questo tipo di prodotti.
IN AUMENTO IL TASSO FISSO. In base ai dati dell’Osservatorio di MutuiOnline,  nell’ultimo semestre del 2010 quasi  il 60% delle delle persone che si sono indebitate per comprar casa hanno infatti preferito indirizzarsi su prestiti a tasso fisso o con il cap (cioè i prodotti che hanno un tetto massimo per gli interessi passivi). Meno del 40% dei debitori, invece, ha optato per i finanziamenti a tasso variabile. Si tratta di una scelta giusta? Non sempre. Anzi, in molti casi sicuramente no. Ecco di seguito spiegato il perché, con una guida per orientarsi prima di scegliere un mutuo, senza farsi allettare troppo dalle offerte presentate con grande forza i persuasione allo sportello.

Una convenienza da valutare a medio e lungo termine 

IL PREZZO DELLA TRANQUILLITÀ I mutui a tasso fisso hanno indubbiamente un pregio: permettono di dormire sonni tranquilli, perché la rata da pagare rimane fissa nel tempo, fino alla conclusione del piano di rimborso, anche se il costo del denaro dovesse salire alle stelle. La protezione, però, ha un prezzo: i finanziamenti di questo tipo, infatti, sono molto più costosi della media del mercato. Oggi si trovano in circolazione addirittura dei prodotti con un tasso costante superiore al 5,5%, vicino alla soglia usuraria (che per il primo trimestre 2011 è fissata al 6,28%).
IL VARIABILE VINCE IL CONFRONTO. I finanziamenti a interessi variabili sono ancora, in assoluto, i meno costosi  in circolazione. Per un debito di 150 mila euro da rimborsare in 25 anni, per esempio, chi sceglie il tasso variabile paga oggi una quota di interessi passivi compresa tra il 2 e il 2,5% all’anno, inferiore di almeno 2 punti e mezzo rispetto a quella che grava sui migliori mutui a tasso fisso di eguale importo e scadenza. Il che si traduce  in un un risparmio sulle rate mensili da pagare attorno ai 200 euro.
LE MOSSE DELLA BCE. Trascorrerà probabilmente molto tempo prima che l’aumento del costo del denaro faccia crescere l’importo delle rate dei mutui a tasso variabile in maniera consistente. Oggi, infatti, i tassi d’interesse ufficiali sono inchiodati al minimo storico dell’1% e la Banca centrale europea non sembra intenzionata ad alzarli prima del secondo semestre 2012, per non frenare la debole ripresa economica del Vecchio Continente.
UNA CRESCITA A PICCOLI PASSI. Prima che i finanziamenti a tasso fisso stipulati oggi diventino meno costosi di quelli a interessi variabili, dovrà verificarsi un aumento del costo del denaro di almeno il 3%. Si tratta però di una prospettiva poco credibile nell’arco dei prossimi 2 anni. Quando la Bce inizierà ad alzare i tassi, infatti, si muoverà probabilmente con molta prudenza, decidendo dei rincari non superiori allo 0,25-0,5% ogni trimestre, come ha già fatto più volte in passato, durante qualsiasi manovra monetaria.
LE SOLUZIONI IBRIDE. Non va dimenticato, infine, che sul mercato ci sono anche molti prodotti ibridi, che coniugano i benefici dei mutui variabili con la tranquillità del tasso fisso. Esistono, per  esempio i mutui col cap, cioè dei prestiti che, pur essendo indicizzati al costo del denaro, prevedono un tetto massimo per gli interessi passivi (che non possono mai oltrepassare una soglia prestabilita). Chi sceglie questi finanziamenti paga una rata iniziale abbastanza contenuta, con la certezza di non vederla  lievitare più di tanto in futuro.