La decisione di Fitch sul rating dell’Italia

L'agenzia Usa ha confermato il giudizio sul nostro Paese. L'outlook resta negativo. Pesano debito, Pil e incertezza politica.

09 Agosto 2019 22.12
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Fitch ha confermato il rating BBB dell’Italia con outlook negativo. Nonostante la crisi di governo, l’agenzia statunitense ha deciso di non declassare il nostro Paese. L’outlook riflette “l’alto livello del debito pubblico”, una crescita debole e “la crescente incertezza” legata all’attuale dinamica politica. Fitch prevede per l’Italia un Pil in crescita quest’anno dello 0,1%, in rallentamento rispetto al +0,9% del 2018. Per il 2020 la crescita stimata è dello 0,5%. Per il 2021 è atteso invece un Pil in aumento dello 0,4%. Sul fronte del debito pubblico, Fitch prevede salga al 134,7% del Pil nel 2021 dal 132,2% del 2018.

Dopo la decisione di Fitch, il prossimo appuntamento è quello con Moody’s il 6 settembre; il 25 ottobre sarà poi la volta di S&P

In mattinata gli esperti di Unicredit avevano detto: «Poiché vediamo la possibilità che un downgrade sia vicino e con la forte probabilità di nuove elezioni, si prevede che i Btp rimarranno vulnerabili». Dopo la decisione di Fitch, il prossimo appuntamento è quello con Moody’s il 6 settembre; il 25 ottobre sarà poi la volta di S&P.

GIORNATA NERA PER LA BORSA

Il 9 agosto, Piazza Affari ha chiuso in calo del 2,48% e bruciato 15 miliardi di capitalizzazione. Sotto pressione le banche che hanno risentito delle tensioni sui titoli di Stato con lo spread tra Btp e Bund tedesco che, dopo aver toccato i 240 punti, ha archiviato la seduta a 238. La crisi di governo e lo spettro delle elezioni anticipate hanno provocato tensione sul fronte obbligazionario con lo spread che si è portato ai livelli di giugno scorso con il rendimento del decennale italiano all’1,8%. Una fiammata che se persistesse potrebbe costare allo Stato oltre 1 miliardo in più in termini di maggiori interessi. In questo contesto si è conclusa con un tasso che torna in positivo allo 0,107%, rispetto al -0,061 di luglio, l’asta dei Bot a un anno. Il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro di titoli in offerta a fronte di una domanda che ha raggiunto i 9,338 miliardi, con un rapporto di copertura calato da 1,47 a 1,44.

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