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Con il no ad Apollo il Fondo interbancario cerca l'aiuto pubblico per salvare Carige

Con il no ad Apollo il Fondo interbancario cerca l’aiuto pubblico per salvare Carige

Il Fitd pronto a mettere sul piatto 313 milioni. Ma ne servono forse 500. E l’intervento dello Stato deve passare per i paletti stretti dell’Ue.

24 Giugno 2019 22.32

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AAA cercasi partner pubblico per salvare banca Carige. Lo schema volontario del Fondo Interbancario respinge, come da attese, la proposta del fondo di private equity Apollo sul salvataggio Carige, annuncia la possibilità di ‘un piano B’ di intervento «con la partecipazione degli attuali azionisti e di partner pubblici i privati» ma prende tempo e avvia un’analisi per capire il fabbisogno di capitale necessario. Sullo sfondo la riunione di mercoledì della vigilanza Bce, che ha commissariato l’istituto ligure, e la strada della ricapitalizzazione precauzionale del Tesoro.

IL FONDO PRONTO A INVESTIRE 313 MILIONI, MAPOTREBBERO SERVIRNE FINO A 500

Alla riunione del Fitd, convocata in tutta fretta venerdì 21 giugno in serata nella sede di Roma e che ha visto perciò la presenza via videoconferenza di molti dei partecipanti, il consiglio dello schema ha annunciato «il fermo intendimento di intervenire in tempi stretti nella soluzione della crisi della banca» con la disponibilità di «valutare proposte di intervento che prevedano la partecipazione degli attuali azionisti e di partner pubblici o privati». Una nota senza numeri quella del Fitd ma che appunto sottolinea la necessità di predisporre un piano con Malacalza (azionista al 27,7%) e altri soci. Di suo lo schema ci metterà i 313 milioni del bond convertibile ma appunto occorre vedere quale sia il capitale necessario che secondo alcune stime sarebbe di almeno 500 milioni. Per questo il Fitd avvierà «un’analisi approfondita degli assetti tecnici e organizzativi della banca per definire il fabbisogno di capitale».

LA STRADA STRETTA DEL SALVATAGGIO DI STATO

Non è chiaro quali possano essere i «partner pubblici» che non incorrano negli aiuti di Stato. Festeggiano i sindacati: «La decisione assunta oggi dal consiglio del Fondo di tutela dei depositi va nella direzione da noi auspicata», dice il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani. Le norme Ue prevedono che lo Stato possa salvare la banca attraverso il meccanismo della ricapitalizzazione precauzionale ma solo se la Bce dichiara solvibile la banca e si ottenga poi il via libera dall’Antitrust Ue. Uno scenario comunque possibile solo se tutti gli altri tentativi di trovare risorse private sono andati a vuoto e che è politicamente poco digeribile per l’attuale maggioranza specie nella sua componente del M5s.

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