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Nel 2018 oltre 70 milioni di persone in fuga da guerre e persecuzioni

Nel 2018 oltre 70 milioni di persone in fuga da guerre e persecuzioni

Il dato è il più alto degli ultimi 70 anni e le Nazioni unite lo hanno calcolato per difetto. Un rifugiato su due è minorenne.

19 Giugno 2019 07.38

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Nel 2018 il numero di persone in fuga da guerre e persecuzioni ha superato i 70 milioni, il livello più alto registrato dall’Unhcr in 70 anni. La metà dei rifugiati erano minorenni. Solo il 7% del totale è stato reinsediato in un altro Paese. Il numero delle domande di asilo presentate è stato di 1,7 milioni, con quelle agli Usa in testa.

LE PERSONE CHE SCAPPANO SONO RADDOPPIATE RISPETTO A 20 ANNI FA

La cifra è contenuta nel rapporto annuale dell’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati,”Global Trends 2018” pubblicato il 19 giugno, che segnala come attualmente siano quasi 70,8 milioni le persone in fuga. Per coglierne la portata, l’agenzia Onu segnala che tale numero corrisponde al doppio di quella di 20 anni fa, con 2,3 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente, e a una popolazione di dimensione compresa fra quelle di Thailandia e Turchia.

25,9 MILIONI DI RIFUGIATI

L’Unhcr spiega che la cifra di 70,8 milioni è stimata per difetto, considerato che la crisi in Venezuela in particolare è attualmente riflessa da questo dato solo parzialmente. In tutto, circa 4 milioni di venezuelani, secondo i dati dei Paesi che li hanno accolti, hanno lasciato il Paese. La cifra di 70,8 milioni registrata dal rapporto Global Trends è composta da tre gruppi principali. Il primo è quello dei rifugiati, il cui numero nel 2018 ha raggiunto 25,9 milioni su scala mondiale, 500.000 in più del 2017. Inclusi in tale dato sono i 5,5 milioni di rifugiati palestinesi che ricadono sotto il mandato dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Unrwa.

DUE TERZI DA AFGHANISTAN, SUD SUDAN, SIRIA, MYANMAR, SOMALIA

Complessivamente, oltre i due terzi (67 per cento) di tutti i rifugiati su scala mondiale provenivano da cinque soli Paesi: Repubblica Araba di Siria (6,7 milioni), Afghanistan (2,7 milioni), Sud Sudan (2,3 milioni), Myanmar (1,1 milioni), Somalia (0,9 milioni). Il secondo gruppo è composto dai richiedenti asilo, il cui numero alla fine del 2018 era di 3,5 milioni nel mondo. Infine, il gruppo più numeroso, con 41,3 milioni di persone, è quello che include gli sfollati in aree interne al proprio Paese di origine.

TURCHIA, PAKISTAN, UGANDA, SUDAN E GERMANIA IN TESTA PER ACCOGLIENZA

Nel 2018 sono state presentate 1,7 milioni di nuove domande di asilo nel mondo. Gli Stati Uniti d’America sono stati il Paese che ha ricevuto il maggior numero di nuove domande individuali (254.300), seguito da Perù (192.500), Germania (161.900), Francia (114.500) e Turchia (83.800). È quanto emerge dal rapporto dell’Unhcr “Global Trends 2018”, pubblicato oggi dall’agenzia Onu. Nel 2018, il numero più elevato di nuove domande d’asilo è stato presentato da venezuelani (341.800). Il documento segnala che lo scorso anno, per il quinto anno consecutivo, la Turchia ha accolto il numero più elevato di rifugiati a livello mondiale, con 3,7 milioni di persone. Seguono Pakistan (1,4 milioni), Uganda (1,2 milioni), Sudan (1,1 milioni), Germania (1,1 milioni). Il Libano ha continuato ad accogliere il numero più elevato di rifugiati in proporzione alla propria popolazione, con un rapporto di 1 rifugiato ogni 6 persone. Giordania (1 su 14) e Turchia (1 su 22) seguivano rispettivamente al secondo e al terzo posto.

ESEMPI POSITIVI DI SOLIDARIETÁ

«Quanto osserviamo in questi dati costituisce l’ulteriore conferma di come vi sia una tendenza nel lungo periodo all’aumento del numero di persone che fuggono in cerca di sicurezza da guerre, conflitti e persecuzioni. Se da un lato il linguaggio utilizzato per parlare di rifugiati e migranti tende spesso a dividere, dall’altro, allo stesso tempo, stiamo assistendo a manifestazioni di generosità e solidarietà» e a un «coinvolgimento senza precedenti di nuovi attori», ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. «Dobbiamo ripartire da questi esempi positivi ed esprimere solidarietà ancora maggiore nei confronti delle diverse migliaia di persone innocenti costrette ogni giorno ad abbandonare le proprie case»

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