Fmi, rischio contagio della crisi dell’euro

Redazione
25/01/2011

Una ripresa economica globale a due velocità, con le economie avanzate più lente di quelle emergenti, sottoposte al contrario a...

Fmi, rischio contagio della crisi dell’euro

Una ripresa economica globale a due velocità, con le economie avanzate più lente di quelle emergenti, sottoposte al contrario a «pressioni inflazionistiche e ci sono segnali di surriscaldamento, dovuti ai flussi di capitale».
RISCHIO CONTAGIO. Le stime del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), diffuse a gennaio 2011, prevedono anche «elevati rischi al ribasso» sull’economia: nello specifico, «possibilità che le tensioni nei paesi periferici dell’area euro si amplino all’Europa, la mancanza di progressi nel formulare piani di risanamento di bilancio di medio termine, il protrarsi della debolezza del mercato immobiliare americano e lo scoppio di potenziali bolle nei mercati emergenti».
Condizioni finanziare, nel complesso, stabili o in via di miglioramento nel 2011. Tuttavia a rischio di stabilità, a causa dell’interazione intensificata tra la crisi dei debiti sovrani e del settore bancario: la politica, secondo il Fmi, «deve assicurare la ristrutturazione dei bilanci delle banche e degli Stati, e continuare la riforma del mercato».

Fmi, aumentare il fondo salvastati europeo

In questo quadro di fragilità, per le banche europee occorrono «stress test rigorosi e credibili, seguiti da piani di ricapitalizzazione e ristrutturazione per gli istituti che lo necessitano». Le dimensioni dell’ European Financial Stability Facility, il fondo salvastati, inoltre, «vanno aumentate» e il «suo mandato reso più flessibile».
Per l’organizzazione internazionale, infatti, «per i Paesi dove il sistema bancario rappresenta una grande fetta dell’economia è ora più che mai essenziale assicurare l’accesso a fondi sufficienti: il meccanismo di risoluzione deve essere rafforzato se necessario».
RISANARE STATI DEBITORI. Gli Stati che presentano «elevati livelli di debito, dentro e fuori l’area euro, devono compiere progressi con piani di risanamento dei conti di medio termine ambiziosi e credibili», poiché i rischi sul debito sovrano nell’area euro si sono ampliati ad altri paesi: «Gli spread dei titoli di stato in alcuni casi hanno raggiunto massimi decisamente al di sopra dei livelli visti durante la crisi dello scorso maggio. Le pressioni sull’Irlanda sono risultate particolarmente severe, e hanno portato al piano Ue-Bce-Fmi», hanno spiegato gli economisti del Fondo.

Pil mondiale in crescita del 4,4%. Vola il deficit Usa

Secondo le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale, nel 2011 in Italia il Pil crescerà dell’1%, come preventivato, e nel 2012 dell’1,3%. (-0,1% rispetto alle stime). A livello mondiale, invece, la stima del Pil per l’anno in corso prevede una crescita del 4,4%, lo 0,2% in più rispetto a quanto stimato in ottobre. Nel 2012, l’economia globale si espanderà del 4,5%, mentre Eurolandia crescerà quest’anno dell’1,5% e nel 2012 dell’1,7%.
DEFICIT AMERICANO. Gli Usa, viceversa, cresceranno rispettivamente del 3% nel 2011 e del 2,7% nel 2012. nel 2011 il deficit federale americano si attesterà al 10,75% del pil, più del doppio di quello dell’area euro, nel 2016 il debito supererà il110% del Pil: «L’assenza di un piano credibile e di medio termine da parte degli Stati Uniti per risanare le finanze pubbliche potrebbe tradursi in un aumento dei tassi di interesse, con possibili effetti negativi sui mercati finanziari e sull’economia globale», ha previsto il Fmi.
CINA MOTORE ECONOMIA. La Cina si conferma al contrario il motore dell’economia mondiale: il suo Pil si espanderà nel 2011 del 9,6% e nel 2012 del 9,5%. Mentre l’economia indiana crescerà quest’anno dell’8,4% e nel 2012 dell’8%. Per i Paesi emergenti esiste un «rischio di surriscaldamento» delle loro economie, dovuta all’inflazione dei prezzi delle materie prime, dell’afflusso di capitali stranieri e alla sottovalutazione di alcune monete.
RIALZI COMMODITY. Il tasso di disoccupazione resterà alto nelle economie avanzate, che cresceranno del 2,5% sia nel 2011 sia nel 2012. Le economie emergenti e in via di sviluppo cresceranno quest’anno del 6,5% (+0,1% rispetto alle stime di ottobre) e del 6,5% nel 2012.
Elevati anche i prezzi delle commodity del 2011: il Fmi prevede che il petrolio si aggirerà sui 90 dollari al barile nel 2011, in rialzo rispetto ai 79 dollari al barile delle precedenti stime. Le commodity non legate al greggio aumenteranno invece dell’11%.