I fondi Esg più forti del Coronavirus

Redazione
05/05/2020

Nel primo trimestre 2020 i fondi sostenibili si dimostrano più efficaci dei fondi tradizionali nel resistere agli scossoni dei mercati.

I fondi Esg più forti del Coronavirus

Mentre in Italia e in Europa prende finalmente il via la tanto agognata Fase 2, il mondo del risparmio gestito continua a fare i conti con la crisi in cui è precipitato a causa della pandemia da Coronavirus.

Nei primi tre mesi del 2020, infatti, il mercato europeo dei fondi ha dovuto fronteggiare deflussi record per oltre 148 miliardi di euro tra fondi comuni ed etf (fonte: Morningstar). Un dato impressionante a cui vanno poi aggiunti gli storni dovuti alle performance negative registrate da mercati finanziari che, praticamente ovunque, hanno fatto segnare ribassi a doppia cifra.

Esg in controtendenza

In questo contesto c’è però un comparto che si muove in controtendenza. Si tratta di tutto l’universo legato ai fondi sostenibili che, dallo scoppio della crisi, ha evidenziato un maggior livello di resilienza. Da inizio anno, infatti, i prodotti con etichetta Sri o Esg non solo hanno risposto meglio agli scossoni dei mercati, ma hanno anche visto crescere il proprio consenso presso quella fetta di risparmiatori che cerca una asset allocation improntata alla protezione dell’investimento.

“Per i fondi Esg la crisi ha rappresentato un’opportunità per dimostrare la veridicità di quella che da tempo veniva indicata come la loro miglior caratteristica, ovvero la maggior resilienza nelle fasi negative dei mercati – afferma Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, che aggiunge – le aziende maggiormente attente alla sostenibilità e alle buone pratiche di governance aziendale si sono dimostrate un investimento migliore per chi guarda agli investimenti senza un approccio speculativo ma con il solo obiettivo di tutelare i propri risparmi. Si tratta di una ulteriore conferma che il mondo Esg non è solo una moda o una trovata di marketing, bensì una vera e propria rivoluzione che sarà difficile da arginare”.

I fondi sostenibili performano meglio nelle crisi

La resilienza degli investimenti Esg è certificata dai numeri. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2020, infatti, l’indice che riunisce le principali società a vocazione sostenibile (MSCI World ESG Leaders Index) ha sovraperformato dell’1,7% il suo corrispettivo indice tradizionale (MSCI World Index). Un divario che diventa ancora maggiore se si restringe l’analisi al solo Vecchio Continente dove il principale indice delle aziende sostenibili ha registrato una performance superiore di ben 4 punti percentuali.

Questi risultati positivi non sono passati inosservati agli investitori, come dimostrano i dati di raccolta. Nei primi tre mesi del 2020 infatti i fondi sostenibili europei hanno fatto segnare nuovi flussi per 30 miliardi di euro a fronte di un deflusso di ben 148 miliardi dai prodotti tradizionali.

“Si tratta di un trend che crediamo possa continuare anche una volta che la pandemia sarà alle spalle – aggiunge ancora Ragaini – la crisi ha insegnato agli investitori a guardare con maggiore razionalità ai propri investimenti. Gli effetti del Covid-19 hanno portato ad un aumento del debito pubblico degli stati e probabilmente avranno conseguenze anche sugli spread. Per questo motivo sarà fondamentale selezionare per i propri investimenti aziende di qualità lasciando da parte le logiche speculative”.

Esg: il modello di Banca Generali

E mentre il colosso americano BlackRock stima per nuovi flussi per oltre 1.200 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, in Italia il mercato dei fondi Esg continua a crescere a ritmo serrato nonostante la pandemia sfiorando i 31 miliardi di euro. Merito di una sensibilità sempre maggiore dei nostri connazionali, ma anche di proposte innovative da parte dei maggiori operatori del settore.

“In Banca Generali abbiamo voluto rispondere alle richieste della nostra clientela implementando all’interno della nostra app per la gestione dei portafogli un sistema per assegnare un rating di sostenibilità a tutto il nostro universo investibile – conclude ancora Ragaini – insieme a MainStreet Partners abbiamo quindi associato ciascun fondo sostenibile ai 17 SDGs dell’Agenda Onu 2030. In questo modo, i nostri clienti possono investire in portafogli sostenibili compatibili con i propri valori e interessi sociali. Ma non ci siamo fermati qui: abbiamo infatti legato un ambizioso obiettivo commerciale, ovvero arrivare ad avere almeno il 10% delle nostre masse in gestione investite in fondi sostenibili entro il 2021”.

Un obiettivo che la banca guidata dall’AD Gian Maria Mossa ha già raggiunto con oltre un anno di anticipo, come dimostrano i 2.5 miliardi di masse Esg raccolte nei primi 12 mesi che rappresentano oggi l’11% rispetto al totale delle masse gestite.

Altro segnale di fiducia da parte di un Paese come il nostro che ha tanta voglia di ripartire. E di farlo in maniera sostenibile.