Cosa dicono le stime del Fmi su Pil e conti dell'Italia

Cosa dicono le stime del Fmi su Pil e conti dell’Italia

09 Aprile 2019 13.15
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È una doccia gelata quella riservata all'Italia dalle nuove previsioni economiche diffuse dal Fondo monetario internazionale il 9 aprile. Il Fmi ha infatti tagliato le stime di crescita per l'Italia nel 2019. Dopo il +0,9% del 2018, il pil è atteso crescere quest'anno dello 0,1%, ovvero 0,5 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di gennaio e 0,9 punti percentuali in meno rispetto alle stime di ottobre 2018. Invariata a +0,9% la crescita per il 2020. La crescita, secondo le previsioni del Fmi, è stata rivista al ribasso in seguito alla «debole domanda interna mentre i rendimenti restano elevati». Il debito pubblico italiano è atteso salire al 133,4% nel 2019 dal 132,1% del 2018. Secondo il fondo il debito salirà nel 2020 al 134,1% del pil, raggiungendo il 138,5% nel 2024. Il deficit è previsto salire al 2,7% quest'anno dal 2,1% del 2018. Nel 2020 il deficit è previsto al 3,4% del pil, mentre nel 2024 al 3,8%.

LEGGI ANCHE: L'Istat ha confermato il Pil allo 0,9% nel 2018

SPREAD DELL'ITALIA PUÒ AVERE IMPATTO SULL'AREA EURO

«Una prolungata incertezza di bilancio e elevati spread in Italia, soprattutto se associati a una piu' profonda recessione», ha messo in guardia il fondo, «potrebbero avere ricadute negative sulle altre economie dell'Area euro». Il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, ha spiegato che per il nostro Paese la seconda metà del 2018 è stata particolarmente debole, e questa debolezza si è protratta nel 2019: «I timori che restano riguardano gli elevavi livelli di debito: la crescita è debole», ma Gopinath non ha voluto commentare l'ipotesi di una flat tax, in attesa dei dettagli.

I RISCHI PER L'UE? ITALIA, BREXIT E NUOVI RITARDI SULL'INTEGRAZIONE

L'Italia, le elezioni europee e la Brexit sono fra i rischi che gravano sulle prospettive di crescita, secondo l'organizzazione di Washington. «In Europa un periodo prolungato di rendimenti elevati in Italia metterebbe sotto ulteriore stress le banche italiane, peserebbe sull'attività economica e peggiorerebbe sulla dinamica del devio. Altri fattori specifici europei che potrebbero sono la crescente possibilità di una Brexit no-deal e l'esito delle elezioni europee» nel caso in cui vengano ritardati o invertiti i progressi nel rafforzare l'architettura dall'Area euro.

FRENA ANCHE IL PIL TEDESCO: SOLO +0,8%

Per di più il Fondo ha certificato la frenata della locomotiva tedesca nel 2019 e nel 2020. La Germania è attesa crescere quest'anno dello 0,8%, 0,5 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio e 1,1 punti in meno rispetto alle previsioni di ottobre. Per il 2020 è prevista una crescita dell'1,4%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno sia su gennaio sia su ottobre 2018. Riviste al ribasso anche le previsioni per la Francia, il cui Pil èatteso quest'anno a +1,3% (-0,2 punti su gennaio e 0,3 punti su ottobre) e nel 2020 a +1,4% (-0,2 punti sia su gennaio sia su ottobre.

EVITARE LA NUOVA SPIRALE BANCHE-RISCHIO SOVRANO

Il Fmi ha promosso le politiche Bce ma ha anche sottolineato come nell'area euro, «l'inflazione resta al di sotto del target e la crescita dei salari resta debole nonostante il rafforzamento del mercato del lavoro in diverse economie: la politica monetaria dovrebbe restretto accomodante». Inoltre nel World Economic Outlook, l'organizzazione guidata da Christine Lagarde afferma che lo spazio di bilancio varia fra i paesi dell'area euro. «In alcuni (Francia, Italia e Spagna) andrebbero ricostruiti gradualmente gli accantonamenti» di bilancio, si legge nel documento, «per evitare l'innescarsi di una spirale negativa fra i rischi sovrani e quelli delle banche e assicurare la stabilità».

IN VENEZUELA ATTESA UN'INFLAZIONE DEL 10.000.000%

I dati più allarmanti comunque sono quelli relativi all'economia del Venezuela che quest'anno è attesa contrarsi nel 2019 del 25% dopo il -18% del 2018. Per il 2020 la contrazione dovrebbe essere nell'ordine del 10%. L'inflazione, che ha raggiunto il 1.000.000% lo scorso anno, dovrebbe schizzare a 10.000.000 sia nel 2019 che nel 2020.

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