Le cose da sapere sulle manifestazioni di Forza Nuova e Casapound

23 Marzo 2019 07.28
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Doveva essere un corteo, si è poi trasformato un presidio. Rimane alta la tensione a Prato per la manifestazione organizzata da Forza Nuova sabato 23 marzo, nel centenario della fondazione dei Fasci di combattimento. Il corteo, intitolato Salvare l'Italia, era stato autorizzato in un primo dal prefetto Rosalba Scialla: il ritrovo era fissato alle 15 nel piazzale della Stazione per poi portare i militanti verso il centro cittadino. Poi il cambio di programma con l'obbligo a Forza nuova di effettuare un presidio in piazza del Mercato nuovo. Anche a Milano ci sono state celebrazioni fasciste – ma non in piazza – e altrettante contromanifestazioni di antifascisti.

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LO SCONTRO TRA ANPI E IL PREFETTO A PRATO

L'iniziale scelta del prefetto aveva trovato la pronta opposizione del sindaco di Prato. Il primo cittadino aveva espresso più volte le sue perplessità a riguardo. Decisamente più netta la presa di posizione dell'Anpi. Il prefetto si era poi difeso spiegando di aver «applicato la legge e abbiamo garantito i diritti sanciti dalla Costituzione di manifestare e di esprimere la propria opinione. Il motivo per cui ci risulta sia stato indetto il corteo, agli atti, non è la celebrazione del centenario del fascio ma la lotta all'immigrazione clandestina».

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A PRATO MANIFESTAZIONI A CONFRONTO

Alla fine gli esponenti di estrema destra e gli antifascisti si sono affrontati a distanza. Qualche centinaio gli appartenenti a Forza Nuova assiepati nel giardino di fronte alla stazione ferroviaria centrale di Prato che erano in attesa di essere scortati dalle forze dell'ordine in piazza del Mercato nuovo, dove era previsto il presidio autorizzato. Circa tremila le persone invece che hanno affollato piazza Santa Maria delle Carceri a Prato per la contromanifestazione convocata per rispondere al presidio di matrice fascista.

A MILANO GIORNATA DI CONFRONTI A DISTANZA

Niente manifestazione di piazza, ma diversi appuntamenti anche a Milano dove il 21 marzo, al Cimitero monumentale, è comparsa una targa ineggiante al fascismo. In mattinata i reduci e i simpatizzandi della Repubblica di Salò si trovano in mattinata alla cripta degli squadristi fatta erigere da Mussolini nel 1925. Il "pellegrinaggio" – è la posizione della prefettura e della questura di Milano – è una commemorazione funebre e, in quanto tale, non può essere vietata. Intanto la Polizia Locale – rende noto l'Anpi – ha rimosso «la targa di aperta apologia del fascismo messa provocatoriamente e abusivamente da Memento sul monumento fatto erigere da Mussolini a ricordo degli squadristi della prima ora». Alla stessa ora gli antifascisti – su invito dell'Anpi, di Aned, i Sentinelli, Osservatorio democratico sulle nuove destre e Memoria antifascista – si ritrova sempre al Cimitero Monumentale, davanti al Monumento al Deportato. Nel pomeriggio appuntamento allo Spazio Ritter casa editrice di storia militare, incendiata nel 2015, dove verrà presentato il libro "23 marzo 1919 – piazza San Sepolcro". Alla stessa ora, il Comune di Milano e l'Università si ritroveranno in piazza San Sepolcro per l'incontro "Milano 1919: il tempo dello sbandamento e la nascita del Fascismo", con interventi di studiosi, letture di documenti storici. In serata, infine, è previsto il concerto degli ZetoZeroAlfa il cui leader, Gianluca Iannone, è il presidente di CasaPound. Il luogo del concerto è tenuto segreto (forse un capannone alla periferia), l'orario non è casuale: 19.19, in omaggio al centenario. Sull'appuntamento era intervenuto il sindaco di Milano Beppe Sala, che il 9 marzo aveva scritto su Fb: "la manifestazione è oltremodo oltraggiosa. Auspico che il Prefetto e il Questore la vietino».

LA PRESA DI POSIZIONE DELL'ANPI

«Abbiamo ritenuto grave la decisione di Prefettura e Questura di avere consentito il cosiddetto pellegrinaggio dei reduci della RSI, quella Repubblica di Salò che collaborò, non dimentichiamolo, alla denuncia, all'arresto, alla deportazione di oppositori politici, ebrei, lavoratori in sciopero, al Monumentale». A dirlo è stato Roberto Cenati, Presidente dell'Anpi Provinciale di Milano che insieme ad altre sigle antifasciste ha dato vita sabato 23 marzo alla manifestazione Uniti contro il sabato nero, che si è tenuta davanti al Monumento al Deportato. «Con questi pellegrinaggi si rende unicamente onore ad assassini, come gli squadristi della prima ora, ospitati nella cripta, (due di essi diedero l'assalto il 15 aprile 1919 alla sede dell'Avanti!) nel nefasto centenario della nascita dei fasci di combattimento a Milano».

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