Francesco Saverio Borrelli è morto

Ex capo del pool dell'inchiesta Mani pulite ed ex procuratore generale di Milano. Protagonista della storia d'Italia, esortò magistrati e cittadini a «Resistere, resistere, resistere!», si è spento in ospedale a 89 anni. Il mondo della giustizia lo omaggia. Il figlio di Craxi lo accusa ancora di aver guidato un colpo di Stato.

20 Luglio 2019 10.59
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È morto a Milano Francesco Saverio Borrelli, ex capo del pool Mani Pulite ai tempi in cui era Procuratore della Repubblica ed ex procuratore generale di Milano. Protagonista di una capitolo della storia d’Italia, per 47 anni ha indossato la toga, Borrelli si è spento in ospedale a 89 anni. Ma sulla sua figura è ancora scontro politico, con i magistrati che ne elogiano le qualità rare, la capacità professionale e umana e la politica con il figlio di Craxi che lo accusa di aver guidato un colpo di stato. Il capo dello Stato Sergio Mattarella lo ha definito un uomo che «ha servito con fedeltà la Repubblica».

L’allora procuratore della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli in un’immagine del 1997. ANSA

IL SUO RELATORE DI LAUREA FU CALAMANDREI

Borrelli era nato a Napoli il 12 aprile 1930 ed è morto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove era ricoverato da un circa un paio di settimane. Lascia la moglie Maria Laura, i figli Andrea e Federica e quattro nipoti. Figlio e nipote di magistrati e a sua volta con un figlio magistrato, Borrelli, trasferitosi a Firenze, ha studiato al conservatorio (la musica, insieme alla montagna, è stata una delle sue passioni) e si è laureato in legge con una tesi su ‘Sentimento e sentenza’. Relatore fu Piero Calamandrei.

TRA I FONDATORI DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Vinto il concorso nel 1955, è entrato in magistratura come giudice civile a Milano, nel palazzo dove il padre era la più alta carica. Passato dal civile al penale, ha presieduto sezioni di tribunale e di Corte d’Assise, giudicando anche le Br. Negli Anni Sessanta è stato tra i fondatori della corrente di Magistratura Democratica. Il 17 marzo 1988 Borrelli è succeduto a Mauro Gresti alla guida della Procura della Repubblica, dove dal 1983 era procuratore aggiunto. È diventato noto con Mani Pulite, la maxi-inchiesta che ha coordinato con il vice Gerardo D’Ambrosio, collega ed amico scomparso il 30 marzo 2014 e con il quale, peraltro, si è talvolta trovato in disaccordo sui temi di politica giudiziaria. Dal 1999 al 2002 come Procuratore Generale ha difeso con fermezza il principio costituzionale della indipendenza della magistratura.

Una foto d’archivio del 2002 dell’ex Pm Gherardo Colombo(c) con Francesco Saverio Borrelli e Ilda Bocassini. ANSA/CARLO FERRARO

GRECO: «UN GRANDE CAPO CHE HA SAPUTO PROTEGGERCI»

«Un grande capo che ha saputo anche proteggerci, un grande magistrato che ha fatto la storia di questo Paese». Sono le prime parole di Francesco Greco, capo della Procura di Milano e che faceva parte del pool ‘mani pulite’. «Spero di poter organizzare per lunedì la camera ardente in Tribunale a Milano», ha aggiunto il procuratore capo.

COLOMBO: «UN UOMO MOLTO RARO»

«Sono molto addolorato per la notizia. Francesco era un uomo raro, molto raro», ha commentato Gherardo Colombo, che ha fatto parte del pool di Mani Pulite. «Abbiamo lavorato insieme molti anni, di più non mi sento di dire adesso», ha concluso.

SPATARO: «IL SUO RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE PER TUTTI GLI ITALIANI»

L’ormai celebre “resistere, resistere, resistere” di Francesco Saverio Borrelli, morto oggi a Milano, fu indirizzato «a tutti gli italiani, contro il degrado in cui rischiava di finire il Paese, e non solo ai magistrati», ha spiegato Armando Spataro, ex procuratore aggiunto a Milano. Borrelli insegnò ai pm «a ragionare come i giudici, attenti alle sentenze e non alle prime pagine».

«VORREI AVERTI DATO QUELLO CHE HAI DATO A ME»

La figlia Federica aveva scritto una sorta di lettera di commiato l’8 luglio su Facebook: «Non hai mai smesso di trasmettere tutto ciò che per te valeva la pena trasmettere. Nel mio momento più buio ci sei stato». Un testo in cui ha ripercorso tutti i momenti trascorsi col padre: i giorni dell’asilo , le «prime versioni di latino tradotte insieme» con «il tuo aiuto magico per il maledetto Isocrate e per i filosofi greci» e il periodo dell’Università. Le «gite sui monti della nostra Courmayeur, i litigi, le sgridate, l’ultima pochi giorni prima del matrimonio». E poi ricorda ancora Federica i momenti in cui il padre le è stata al fianco “amorevole”, quando nacque la sua primogenita e quando ebbe un problema di salute. «Mi manca il tuo arguto senso critico – si legge in chiusura -, che si parlasse di filosofia, letteratura, musica, storia e arte. Mi manca il suono de tuo pianoforte che giace orfano del tuo talento, come orfani siamo noi. Papà vorrei averti potuto e saputo dare tutto quello che mi hai dato, per sempre».

Il procuratore della repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli fotografato assieme alla moglie ed al collega Pier Camillo Davigo in una foto d’archivio. FICOCELLI/ANSA

BOBO CRAXI: «GUIDÒ UN COLPO DI STATO»

Durissimo invece il commento di Bobo Craxi, figlio di Bettino, l’ex premier socialista morto nel 2000 latitante in Tunisia: «Ebbe la funzione di guidare un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato». Secondo Craxi, Borrelli ha poi saputo negli ultimi anni «esprimere un secco revisionismo su quell’azione che ebbe risvolti politici a tutti noti. Seppe fare un’analisi obiettiva».

  

SALA: «IL SUO IMPEGNO UN ESEMPIO PER MILANO»

«Borrelli ha saputo dare risposte concrete al bisogno di giustizia e onestà in uno dei momenti più difficili del nostro Paese», è il commento del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che lo ha ricordato con un tweet. «La sua azione e il suo impegno – ha concluso – resteranno per sempre un esempio che Milano, sua città adottiva, non dimenticherà».

MATTARELLA: «HA SERVITO CON FEDELTÀ LA REPUBBLICA»

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo cordoglio per la morte di Francesco Saverio Borrelli, «magistrato di altissimo valore, impegnato per l’affermazione della supremazia e del rispetto della legge, che ha servito con fedeltà la Repubblica».

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