Francia, congresso Front National: Le Pen rieletta presidente

Redazione
11/03/2018

Marine Le Pen è stata rieletta presidente del partito, con il 100% dei suffragi nel corso del Congresso del Front...

Francia, congresso Front National: Le Pen rieletta presidente

Marine Le Pen è stata rieletta presidente del partito, con il 100% dei suffragi nel corso del Congresso del Front National del 10-11 marzo a Lille. Era l'unica candidata alla rielezione. I risultati sono stati annunciati questa mattina. Marine Le Pen, 49 anni, ha cominciato così il suo terzo mandato alla testa del partito che guida da quando, nel 2011, successe al padre e fondatore del FN, Jean-Marie.

JEAN-MARIE ESPULSO DAL PARTITO. Nel corso del congress Jean-Marie Le Pen, storico fondatore e per anni leader del Front, è stato espulso dal partito. Dopo una lunga battaglia giudiziaria contro la figlia Marine, gli iscritti del partito hanno votato al 79,9% per il nuovo statuto. Le nuove regole prevedono, fra l'altro, la soppressione della carica di presidente onorario, nella quale Jean-Marie Le Pen (89 anni) era stato confermato dal tribunale dopo l'espulsione decretata da Marine.

FN SI CHIAMERA' RASSEMBLEMENT NATIONAL. Nella giornata di domenica Marine Le Pen ha svelato anche il nuovo nome del Fronte che diventerà Rassemblement National (Unione Nazionale. La proposta sarà ora sottoposta al voto dei militanti, che esprimeranno per posta entro sei settimane. In chiusura del suo discorso, atto finale del XV Congresso Le Pen ha reso omaggio alla denominazione del partito scelta dal padre Jean-Marie nel 1972, un nome «portatore di storia epica e gloriosa». «Ma per molti», ha aggiunto «la parola 'Front' rappresenta un freno psicologico».

LE PEN: «NON RINUNCEREMO ALLA PAROLA NAZIONE». Secondo la presidente, però, sulla parola «nazionale» non ci deve essere alcun dubbio. La parola «rassemblement», letteralmente riunione, raduno, è comune nella denominazione di partiti e movimenti politici in Francia. Il più famoso, quello neogollista di Jacques Chirac, che si chiamava RPR (Rassemblement pour la Republique). Si tratta di una svolta in senso istituzionale, che va nella direzione della «rifondazione» del partito, che aspira, secondo la sua leader, a diventare una forza «di governo».

UN DISCORSO GUARDADO ALLA LEGA. In un'ora e mezzo di discorso, Marine Le Pen non ha dato la sensazione di voler davvero cambiare, anzi. I nemici restano gli stessi, Unione europea, le elite e le banche, l'immigrazione clandestina. La presidente ha più volte guardato oltre le Alpi, soprattutto per rendere omaggio a Salvini, al quale si ispira ormai sempre più apertamente. Perché la Lega riesce ad allearsi con la destra mentre in Francia i Républicains sono gli avversari più feroci; perché alle politiche, la Lega con poco più del 17% dei voti ha preso 126 deputati e 57 senatori mentre il Fn con il 13,2% ha la miseria di 7 seggi.

IL BISOGNO DI NUOVE ALLEANZE. «La Lega«, ha ripetuto Marine Le Pen, «è un movimento che si oppone all'Unione europea, vuole che le sovvenzioni, la solidarietà nazionale, riguardino prima gli italiani…». Come la Lega, ma con risultati diversi. Per merito «dell'amico Salvini» ma anche del sistema elettorale («serve anche in Francia il proporzionale», ha ribadito Le Pen cavalcando una vecchia battaglia del padre) e dell'isolamento che accompagna da sempre il Fn, che – a differenza della Lega che è in coalizione con la destra – ha finora trovato soltanto l'appoggio del piccolo e ininfluente partito sovranista e ultratradizionalista Debout la France di Nicolas Dupong-Aignan.

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