Francia, così Brigitte Macron sarà la nuova Michelle (a costo zero)

Giovanna Faggionato
22/08/2017

Come Mrs Obama, farà la first lady. Anche se in 300 mila hanno firmato una petizione contro il suo status. Temi sociali e icona pop, ma senza le spese pazze di Carla Bruni. Cosa attende la prémière dame.

Francia, così Brigitte Macron sarà la nuova Michelle (a costo zero)

Star da copertina per le riviste femminili, preziosa consigliera in campagna elettorale, regina del consenso anche quando l'apprezzamento del marito è andato a picco, Brigitte Trogneux, moglie fin tropo chiacchierata del presidente francese Emmanuel Macron, ha da oggi il suo status ufficiale di prémière dame.

BASTA IPOCRISIA FRANCESE. Il leader di En Marche lo aveva messo in chiaro appena eletto: «Avrà un ruolo pubblico», «condivide la mia vita». L'ufficializzazione sarebbe servita, nelle parole di Macron, a uscire finalmente dall'«ipocrisia francese» di uno Stato che ha sempre avuto presidenti circondati di donne, spose, compagne – per non parlare di amanti e seconde famiglie – senza mai riconoscere loro un ruolo, ma pagandone a tutti gli effetti entourage, spese e iniziative.

PETIZIONE CONTRO DI LEI. Peccato che la proposta si sia scontrata con l'indignazione dei 316 mila francesi che a oggi hanno firmato una petizione contro il riconoscimento del suo status di first lady, accusandola a priori di pesare sui conti pubblici francesi. E persino con la rivolta di qualche parlamentare, scottato dal divieto di assunzione dei propri famigliari come assistenti in parlamento da poco approvato con la legge di moralizzazione della vita pubblica.

UNA MICHELLE A COSTO ZERO. Il risultato un po' ipocrita lo è: Brigitte ha ottenuto un'investitura da rappresentante della République, con diversi argomenti di cui occuparsi: dall'ambiente alla disabilità, dalla salute alla parità di genere. Avrà due consiglieri e zero budget. Insomma, un'aspirante Michelle Obama a costo zero.

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Il comunicato pubblicato sul sito della presidenza francese il 21 agosto 2017 le assegna un ruolo quasi del tutto simile a quello interpretato dalle first lady americane, seppure senza mai utilizzarne il nome e soprattutto senza risorse economiche e con 10 collaboratori in meno.

VIA LIBERA A VERTICI E INCONTRI. Il documento ribadisce i compiti di rappresentanza diplomatica, spiegando che la moglie del presidente rappresenta a tutti gli effetti la Francia in occasione «dei vertici e incontri internazionali». E aggiunge anche la possibilità di partecipare «al pari di altri coniugi di capi di Stato» ad azioni nazionali e internazionali come la lotta al cambiamento climatico, ma anche le campagne contro la violenza sulle donne e i bambini.

LA ASPETTANO BATTAGLIE SOCIALI. Le priorità però che i francesi impongono a zero spese sono tutte rivolte al sociale: Brigitte, si legge nel comunicato, sarà «anche responsabile per il mantenimento di un ascolto, un legame e relazioni continue con la società civile nei settori della disabilità, educazione, salute, cultura, protezione dell'infanzia e parità di genere». Alla popolarissima ex prof di Nantes è dunque riservato soprattutto un ruolo di ponte con la società civile, e il compito di rispondere alle richieste di incontro di non meglio precisate «personalità» francesi e internazionali.

Insomma sarà lei, con il suo stile tutto jeans e minigonne, assai più giovanile del marito, il volto pop della presidenza. Lo ha già sperimentato nell'incontro con la cantante Rihanna – se l'Eliseo non è Hollywood, sarà Holywood a venire all'Eliseo – e con l'intervista puntualmente rilasciata a Elle al primo momento di difficoltà del marito e pungente al punto, si fa per dire, di incolparlo di essere più giovane di lei.

QUALCHE IMPEGNO PIÙ NOIOSO. Il ruolo però non la libererà dagli impegni formali e probabilmente assai più noiosi: rispondere alle lettere, alle email e alle telefonate – ogni giorno, fa sapere l'Eliseo quasi con orgoglio, ne arrivano più di un centinaio indirizzate direttamente a lei -, e poi «supervisionare lo svolgimento di eventi ufficiali e ricevimenti nel Palazzo dell'Eliseo» e ancora sostenere o presenziare a eventi di beneficenza, iniziative culturali o sociali o nelle attività di soft power internazionale della Francia.

ANCHE LE INIZIATIVE POLITICHE. Promossa sul campo a immagine della République, la moglie di Macron ha un ampio margine di manovra anche per iniziative politiche. Il presidente infatti potrebbe assegnarle anche «particolari missioni di riflessione e proposte» nei settori di sua competenza. Del resto il ruolo è tutto da inventare, il problema è piuttosto farlo digerire ai francesi, di loro poco inclini, per usare un eufemismo, ad accettare l'importazione di usanze d'Oltreoceano – a maggio del 2016, ricorda Les Echos, il 69% era saldamente contrario all'idea -, scottati dalle note spese di mogli assai più chic come Carla Bruni in Sarkozy che solo per la comunicazione web era costata 410 mila euro ai contribuenti in appena due anni.

Che la presidenza della Repubblica non sborsi nulla per Madame Macron è semplicemente impossibile. Solo per apparato di sicurezza, staff di ordinanza, spese correnti delegate a un assistente del capo dello Stato anche nel caso di acquisti personali, di rappresentanza, la Corte dei conti d'Oltralpe stimava nel 2014 un costo di 450 mila euro l'anno per i consorti del presidente.

CHIRAC, APPREZZATA MA COSTOSA. Mogli che in generale non hanno mai goduto di grandi apprezzamenti, con l'esclusione forse di Bernadette Chirac, il cui peso politico ha fatto dimenticare i due autisti che le venivano sempre messi a disposizione. La prima moglie di Nicolas Sarkozy, Cecilia, si è lanciata e con abbastanza successo in missioni internazionali per il salvataggio delle infermiere sequestrate in Libia – la stretta amicizia con il colonnello Gheddafi non risultava utile solo in campagna elettorale – o della politica colombiana Ingrid Betancourt sequestrata dalle Farc. Ma è anche finita nel mirino per l'utilizzo di una carta di credito dell'Eliseo.

CARLA DALLE MANI BUCATE. Carla Bruni a nemmeno un anno dal suo ingresso all'Eliseo si era lanciata nelle attività di charity, istituendo una fondazione a suo nome per la promozione dell'istruzione e della cultura, facendosi ambasciatrice del fondo globale per la lotta all'Aids e di molte altre associazioni. I francesi comunque non avevano apprezzato la spesa di quasi 40 mila euro al mese per mantenere il suo staff e soprattutto gli oltre 400 mila euro dell'erario impiegati per lo sviluppo del sito carlabrunisarkozy.org.

Con l'arrivo di François Hollande e della compagna giornalista Valerie Trierweiler all'Eliseo, il costo dei collaboratori della prémière dame che-non-si-chiama-prémière dame è sceso a 19.742 euro al mese netti. E poco importa che non fossero sposati: i francesi intelligentemente non hanno fiatato per la presenza della Trierweiler al funerale di Mandela.

HOLLANDE E LE SPESE DI… BENZINA. Poi le foto di monsieur le president in motorino, in fuga verso il covo d'amore dove incontrare l'attrice Julie Gayet hanno fatto il resto, eliminando la presenza di una donna a Palazzo e riducendo le spese probabilmente al prezzo della benzina. Ora con Macron la necessità di mostrarsi austeri ha imposto un'ulteriore riduzione dei collaboratori. Ma con i sondaggi in picchiata, uno storytelling e anche una biografia che deve moltissimo alla sua ex insegnante, almeno al titolo non si poteva rinunciare.