La crisi tra Italia e Francia vista dai giornali stranieri

08 Febbraio 2019 17.19
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Tutta l'Europa ne parla. Lo scontro dell'Italia con la Francia, che ha richiamato l'ambasciatore a Roma, non ha precedenti nell'Unione europea (Ue), della quale i due Paesi sono tra gli Stati fondatori. La crisi tra il governo populista giallo-verde e quello dell'establishment di Emmanuel Macron è di lunga gestazione, il gelo diplomatico conseguenza di una serie di attacchi del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord all'Eliseo e alla Francia più in generale. Di questo passo, chissà come finirà. Al di là delle repliche di rito è difficile che, in piena campagna per le Europee, l'escalation si fermi su temi che portano voti come i migranti, la protesta dei gilet gialli o anche l'estradizione dei terroristi dalla Francia. Naturale che gli altri governi dell'Ue ponderino che posizione prendere.

«IGNORANZA, IRRESPONSABILITÀ, SETE DI POTERE»

Su un articolo della Zeit, il settimanale che i tedeschi liberal si leggono nei weekend, campeggia la foto del murales con Luigi Di Maio e Matteo Salvini a darsi le spalle mentre poi si inviano i like dai cellulari. Una figura retorica (la parte per il tutto), per indicare come i partiti guidati dai due vicepremier non sono ormai diversi: il commento spiega come Di Maio e Salvini siano «spinti da un mix pericoloso di completa ignoranza, totale assenza di senso di responsabilità e sconfinata sete di potere». Due propagatori di odio nazionalisti che «identificano un colpevole e poi lo insultano davanti a tutti aizzando il pubblico». Con preoccupazione, si riflette anche in Germania sugli «attacchi verbali e le ingerenze politiche» dell'Italia verso la Francia «che non avvenivano dagli Anni 30 del secolo scorso».

È un atto drammatico di protesta da parte di uno Stato amico e legato all'Italia

Il GOVERNO ITALIANO RESTERÀ PRESENTABILE?

Siamo ai minimi dai tempi della Seconda guerra mondiale quindi. Non si nega che Macron abbia «anche la sua parte» di torto, «per l'arroganza» nel definire i populisti una «peste», nel perseguire in Libia politiche proprie e rispedire senza rispetto i richiedenti asilo in Italia. Nondimeno, l'agire del governo giallo-verde non è giustificabile, mentre quello francese è «l'atto drammatico di protesta da parte di uno Stato amico e legato» all'Italia. Fino a che punto, ci si chiede a Berlino, il governo italiano resterà un interlocutore presentabile? La Germania, locomotiva dell'Ue, sta tra i due litiganti. Nell'ultima conversazione informale con Angela Merkel, il premier Giuseppe Conte ha fatto leva sulle paure e le perplessità del M5s verso la Lega, e anche la cancelliera vorrebbe volentieri aggrapparsi a Di Maio, per contenere Salvini.

CON QUESTA ITALIA L'UE VACILLA. MERKEL NEL MEZZO

Merkel tratta anche con il premier ungherese Viktor Orban, che sui migranti e sull'Ue la pensa allo stesso modo di Salvini, e i due leader siedono anche insieme tra i Popolari europei. Ma non c'è di mezzo la Francia, seconda potenza dell'Ue, davanti all'Italia: i rapporti tra Berlino e Parigi sono imprescindibili per la storia e la tenuta dell'Europa unita, non ci possono essere sbavature. Senza i due assi portanti l'Ue crolla, con l'Italia euroscettica è in bilico. Dal Regno Unito in procinto di Brexit, un articolo del Guardian sulla crisi italo-francese rammenta come «Salvini sia vicino alla leader di estrema destra Marine Le Pen, rivale del presidente Macron» e come il suo Raggruppamento nazionale sia per le Europee «testa a testa» con En Marche del presidente.

LE MONDE: «COME AI TEMPI DI MUSSOLINI E HITLER»

A Londra si parla anche della contesa – non bastasse il resto – tra Salvini e Macron per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci: il Louvre che espone la Gioconda e altri 4 tra i 14 capolavori del maestro del Rinascimento vorrebbe averne temporaneamente altri dall'Italia, ma deputati e sottosegretari della Lega hanno frenato per non «mettere l'Italia ai margini del maggior evento culturale del 2019». Il sovranismo arriva anche a questo. Tanto brucia l’offesa per la Francia che Le Monde ha aperto una cronaca live sul sito, con un dibattito in corso tra i lettori: alla domanda di uno di loro se vi sia un precedente del ritiro del richiamo di un ambasciatore a Roma, la redazione cita il 1940, anno domini dell'entrata in guerra di Mussolini contro la Francia, insieme ad Hitler.

CONTRO DI MAIO UNITI GILET GIALLI E MACRON

Di Maio è descritto come «un elefante in una cristalleria». E certo non lo alleggerisce lo strafalcione, nella lunga lettera nelle intenzioni riparatoria al direttore del giornale d'Oltralpe, sulla Francia, Paese amico con la «sua tradizione democratica millenaria». Meglio sarebbe stato per il leader del M5s conoscere la tradizione rivoluzionaria della Francia: magari ci sarebbe andato più cauto nei commenti, e sull'Italia non si sarebbe scatenato il fuoco incrociato di tutti. Anche dei gilet gialli, che sul governo dei grillini e della Lega si ritrovano incredibilmente d'accordo con Macron e sono pronti a mettere sottosopra anche Sanremo. Ce ne vuole, e basta per far temere che il pressapochismo ignorante e opportunista targato Di Maio e Salvini faccia saltare in aria l'Ue.

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