Francia, Melanchon sfida Hollande

Paolo Saccò
20/08/2012

Il leader dell'estrema sinistra contro l'Eliseo: «Il presidente fa politica come Sarkozy».

Francia, Melanchon sfida Hollande

da Parigi

Il leader del Front de gauche, Jean Luc Melanchon, è uscito dal
silenzio in cui si era raccolto dopo il flop del suo partito alle
elezioni legislative di giugno, per attaccare duramente le prime
azioni portate avanti da Hollande e la sua
squadra. «Davanti al vuoto dei primi 100 giorni di governo
di François Hollande, concludo che noi eravamo sicuramente
meglio preparati a governare che il Partito socialista».
HOLLANDE SULLE ORME DI SARKOZY. In
un’intervista rilasciata al Journal de dimanche
Melanchon ha accusato il presidente di aver «diluito la
componente rivoluzionaria del voto delle elezioni presidenziali
sulle spiagge del fiume Var» dove Hollande ha trascorso le sue
vacanze, ma soprattutto di continuare a trattare, «come il suo
predecessore Nicolas Sarkozy», con la finanza
«irresponsabile».
«Dopo 10 anni la gauche è ritornata al potere e tutto quello
che il governo ha reputato urgente sono solamente una finanziaria
per spazzare via le macchie lasciate in eredità da Sarkozy e una
legge sulle molestie sessuali sul luogo di lavoro», ha tuonato
Melanchon. Che ha poi continuato: «Non basta fare le pulizie per
rilanciare il Paese».
I MINISTRI DIFENDONO IL PRESIDENTE. In un clima
politico ancora addormentato dalle vacanze estive, la critica
amara dell’ex candidato di estrema sinistra ha obbligato il
ministro del Rilancio produttivo Arnaud Montebourg e il titolare
della Sanità Marisol Touraine ad approfittare del palco della
tradizionale «festa della rosa» per difendere il primo bilancio
della presidenza Hollande: «Non si può pretendere di cambiare
il Paese in 100 giorni, ci vogliono almeno cinque anni», hanno
risposto all’unisono i due ministri.
Non volendo correre il rischio di lanciarsi in una battaglia
fratricida contro Melanchon, Touraine ha preferito rispolverare
il peso delle azioni portate avanti dal governo Fillon. Ma
«nonostante il dolore degli animi tormentati, il cambiamento è
in azione», ha assicurato il ministro.

Per cambiare la Francia il lavoro è ancora lungo

Mentre il Front de gauche «sembra essere sempre di più sul
piede di guerra» contro il governo socialista, anche Libération ha sottolineato come
Montebourg e Touraine «siano riusciti a schivare gli attacchi di
Melanchon», invitandolo a partecipare a sua volta al
cambiamento: «Tutti devono partecipare al rilancio del Paese,
anche i delusi».
Proprio perché per portare il cambiamento «bisogna lavorare
ancora a lungo e in profondità», la ripresa del lavoro del
governo «sarà carica di lavoro e di riforme», ha titolato
Les Echos.
HOLLANDE PENSI ALLE RIFORME SOCIALI. Hollande,
infatti, che è rientrato a Parigi solo domenica 19 agosto, non
avrà nemmeno il tempo di disfare le valigie. Già mercoledì 22,
il presidente dovrà risolvere la «crisi dei rom», scoppiata ad
agosto, e rispondere alle accuse di «immobilismo» davanti agli
orrori della Siria che piovono dall’Ump. Poi, però,
«Hollande dovrà dedicarsi alle riforme sociali e economiche
più urgenti», anche perché, stando ai sondaggi, «deve ancora
dimostrare ai francesi di essere all’altezza della
situazione».
SOCIALISTI A CONFRONTO A FINE AGOSTO. A questo
si aggiunge che da venerdì 24 a domenica 26, l’università
d’estate del Ps a La Rochelle, riempirà l’agenda di un
gran numero di esponenti del governo Ayrault.
«Un evento interno alla famiglia socialista», ma che, a soli
due mesi dal congresso di Toulouse, durante il quale sarà deciso
il successore di Martine Aubry, rischia di rivelarsi «più
complicato del previsto», ha sottolineato il Nouvel Observateur.