Francia, a lezione un quadro di Cesari con donne nude: studenti in protesta

redazione
12/12/2023

Gli alunni musulmani di una scuola media di Issou «si sono sentiti offesi e scioccati» dopo che la loro insegnante ha mostrato il dipinto in classe. Si tratta di Diana e Atteone con un passaggio delle Metamorfosi di Ovidio. E i docenti disertano le aule temendo si ripeta il caso di Samuel Paty nel 2020.

Francia, a lezione un quadro di Cesari con donne nude: studenti in protesta

Da lunedì 11 dicembre gli insegnanti della scuola media Jacques Cartier di Issou, a 40 chilometri da Parigi, non fanno lezione. Secondo loro, come ha riportato anche la Bbc, mancano le condizioni di sicurezza per poter svolgere serenamente il loro lavoro. Per giorni sono stati infatti vittima di minacce da parte di alcuni alunni musulmani e dei loro genitori per colpa di un dipinto mostrato in classe. Giovedì 7, una docente ha tenuto una lezione su Diana e Atteone, quadro rinascimentale di Giuseppe Cesari che raffigura una scena dalle Metamorfosi di Ovidio e conservato al Louvre. Al centro dell’immagine cinque donne nude, tra cui la stessa dea, sorprese alla sorgente di un fiume da un cacciatore. «Alcuni studenti si sono sentiti offesi e si sono detti scioccati», ha raccontato Sophie Vénétitay, segretario generale degli insegnanti Snes-FSU in Francia.

Minacce anche dai genitori: la situazione tesa nelle scuole in Francia

Gli studenti hanno anche accusato l’insegnante di aver fatto commenti razzisti e denigranti nei confronti della religione islamica. Insulti che si sono rivelati falsi, tanto che gli stessi alunni hanno ritirato le accuse chiedendo scusa. La situazione però era ormai degenerata, spingendo alcuni genitori a prendere le difese dei propri figli e protestare contro la direzione della scuola. La dinamica ricorderebbe molto da vicino ciò che accadde in Francia nell’ottobre 2020 a Samuel Paty, docente di storia e geografia decapitato da un jihadista per aver mostrato in classe caricature di Maometto tratte da Charlie Hebdo. Anche allora infatti fu accusato falsamente di aver fatto commenti anti-islamici e di aver fatto persino uscire i musulmani dall’aula. Il ministro dell’Istruzione Gabriel Attal ha annunciato «un procedimento disciplinare contro gli studenti responsabili».

Sebbene le accuse siano rientrate, i docenti hanno però deciso di non presentarsi a scuola temendo per la propria incolumità. «Le proteste per la lezione su Diana e Atteone sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso», si legge in una mail che gli stessi insegnanti hanno inviato ai genitori degli allievi. «Il malessere, il moltiplicarsi degli incidenti e l’aumento dei casi di violenza che caratterizzano la vita quotidiana della nostra scuola» hanno spinto a fermare le lezioni. «La vicenda somiglia molto al caso di Paty», ha detto Catherine Nave-Bekhti, segretaria per l’istruzione del sindacato Cfdt. «Fa rivivere il ricordo e le ferite dell’omicidio e provoca paure e ansie legittime, che giustificano il diritto di non presentarsi in classe». Hanno esercitato dunque il droit de retrait (letteralmente, diritto di recesso) che consente di non lavorare di fronte a una situazione di «pericolo grave e imminente per la propria vita».