Anche Salvini ha detto che la Francia sfrutta l'Africa

Anche Salvini ha detto che la Francia sfrutta l’Africa

22 Gennaio 2019 09.11
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«Il problema dei migranti ha tante cause, c'è chi in Africa sottrae ricchezza a quei popoli e a quel continente e la Francia è tra questi». Il vicepremier Matteo Salvini prosegue lo scontro con Parigi aperto dal Movimento 5 stelle, e che ha già portato a una crisi diplomatica. In Libia, ha detto ancora Salvini, la Francia ha «interessi opposti a quelli italiani» e «non ha alcun interesse a stabilizzare la situazione». Dunque «ha poco da arrabbiarsi, perché ha respinto migliaia di migranti, comprese donne e bambini, alla frontiera. Lezioni di umanità e generosità dal presidente Macron non ne prendo». Per il Partito democratico, tuttavia, si tratta di una strategia «per distrarre il Paese dai veri problemi che abbiamo». Secondo Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera, il M5s si è «inventato una polemica con uno dei principali partner europei, con chi ci può aiutare a costruire un'Europa più forte», propugnando una tesi «piuttosto bizzarra e basata sul nulla». La ripresa delle partenze dei barconi dalla Libia «è il segno del fallimento della conferenza che lo stesso premier Conte ha organizzato sulla Libia. A livello internazionale è il fallimento della capacità di cooperare con altri Paesi per risolvere i problemi. Sarebbe opportuno che Di Maio lasciasse fare la politica estera al ministro degli Esteri».

LA COMMISSIONE EUROPEA E LA FARNESINA SGONFIANO LA POLEMICA

La Commissione europea, tuttavia, attraverso il portavoce Margaritis Schinas, ha cercato di sdrammatizzare: «Non siamo preoccupati» per le polemiche in corso tra Italia e Francia e «non pensiamo che queste questioni abbiano un impatto fondamentale» sulle relazioni interne all'Unione europea o su singoli dossier. Naturalmente «sarebbe meglio collaborare e dialogare invece di lanciarsi accuse». E a chi chiede se ci siano Paesi europei che fanno politiche coloniali, il portavoce ha risposto di no. Getta acqua sul fuoco anche la Farnesina, attraverso il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: «Siamo abituati a un dibattito anche duro all'interno degli Stati, lo siamo meno su scala europea». Toni simili «fanno parte del dibattito che ci accompagnerà verso le elezioni europee, dobbiamo abituarci». Ma Italia e Francia «restano Paesi amici e alleati».

DI MAIO: «NOI SIAMO AMICI DEI GILET GIALLI»

Per tutta risposta, il vicepremier Di Maio ha postato su Facebook il manifesto dei gilet gialli: «Si vuole far passare il dibattito di questi giorni sul franco CFA come un attacco dell'Italia al popolo francese. Sciocchezze. Il popolo francese è nostro amico. Infatti il dibattito sul franco CFA va avanti da anni anche in Francia ed è anche nelle rivendicazioni del programma dei gilet gialli».

Si vuole far passare il dibattito di questi giorni sul franco CFA come un attacco dell’Italia al popolo francese….

Geplaatst door Luigi Di Maio op Dinsdag 22 januari 2019

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CONTE PROVA A MANTENERE L'EQUILIBRIO

Sulla polemica con la Francia si è fatto sentire anche il premier Giuseppe Conte: «La campagna elettorale può costituire, per le forze politiche europee, una buona occasione per confrontarsi su temi e questioni di politica europea ed estera, anche se questi rimettono a scelte operate in epoche ormai lontane. È legittimo interrogarsi sull'efficacia delle politiche globali che stiamo perseguendo, sia a livello di Unione europea, sia a livello di Stati singoli. Questo non vuol dire mettere in discussione la nostra storica amicizia con la Francia, né tantomeno con il popolo francese. Questo rapporto rimane forte e saldo a dispetto di qualsiasi discussione politica. Continueremo a lavorare con le istituzioni di governo francesi, europee e di altri Paesi fianco a fianco per trovare soluzioni condivise. L'Europa perà deve battere un colpo e intervenire coralmente per sostenere più adeguatamente lo sviluppo economico e sociale dei Paesi africani. Tra gli strumenti utili a perseguire questo obiettivo vi è il Trust Fund per l'Africa, il cui finanziamento risulta del tutto inadeguato. Occorre impiegare maggiori risorse e dedicare maggiori energie a un continente che deve essere messo in condizione di esprimere appieno le sue enormi potenzialità».

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