Le «cene da nababbo» costano il posto al ministro francese De Rugy

A capo del dicastero della Transizione ecologica, è stato travolto dalle polemiche per le presunte spese eccessive ai tempi in cui era presidente dell'Assemblea Nazionale.

16 Luglio 2019 16.53
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Il ministro francese della Transizione ecologica, Francois De Rugy, ha rassegnato le sue dimissioni dal governo in seguito alle polemiche sulle cene luculliane ai tempi in cui era presidente dell’Assemblea Nazionale tra aragoste giganti, ostriche e champagne. L’annuncio è arrivato nel pomeriggio del 16 luglio. Solo quattro giorni prima, lo stesso De Rugy aveva detto: «Non ho assolutamente alcun motivo di dimettermi», assicurando di avere il pieno sostegno del presidente Emmanuel Macron. Per difendersi, il ministro aveva pure dichiarato di essere «intollerante ai crostacei, all’aragosta. Non ne mangio, non mi piacciono neanche le ostriche, lo champagne, mi fa venire il mal di testa. Detesto il caviale».

IL MINISTRO DE RUGY PARLA DI «LINCIAGGIO MEDIATICO»

Travolto dalla bufera dopo le accuse sulle sue presunte spese eccessive al soldo del contribuente, e sotto una pressione crescente, De Rugy ha infine ceduto, rassegnando le dimissioni al premier, Edouard Philippe, e dicendosi vittima di un «linciaggio mediatico». De Rugy ha inoltre riferito di aver sporto denuncia per diffamazione contro Mediapart, il giornale online dal quale sono partite le accuse sulle sue cene da nababbo all’Assemblea Nazionale insieme alla moglie e ai loro invitati. «Gli attacchi e il linciaggio mediatico di cui la mia famiglia è oggetto mi portano oggi a prendere la distanza necessaria, chiunque può capirlo. Lo sforzo necessario per difendermi fa sì che io non sia nelle condizioni di assumere serenamente ed efficacemente la missione che mi è stata affidata dal presidente della Repubblica e dal primo ministro. Questa mattina ho dunque presentato le mie dimissioni al primo ministro», si legge in un comunicato diffuso da De Rugy.

PHILIPPE E MACRON ACCETTANO LE DIMISSIONI

Le dimissioni del ministro sono state accettate dal premier Philippe, secondo quanto ha annunciato la portavoce del governo, Sibeth Ndiaye, citata da France Info. Anche il presidente francese Macron ha accolto la «decisione personale», ha fatto sapere l’Eliseo.

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