La scrittrice francese Fred Vargas ha difeso Cesare Battisti

La scrittrice francese Fred Vargas ha difeso Cesare Battisti

27 Marzo 2019 18.17
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L'ammissione di colpevolezza di Cesare Battisti per l'omicidio di quattro persone durante gli anni di piombo «non cambia nulla alle mie conclusioni di ricercatrice, lo ritengo ancora innocente». La scrittrice francese Fred Vargas, giallista di successo ha ribadito la sua posizione su Cesare Battisti, l'ex terrorista, condannato e reo confesso per quattro assassini, arrestato in Brasile e recentemente estradato in Italia. «Non ho da presentare nessuna scusa», ha aggiunto la donna che per anni ha difeso Battisti, «non ritengo di aver difeso un assassino, è l'ultima cosa che avrei fatto. Purtroppo è triste perché mi prenderanno tutti per un'imbecille ma è così».

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QUEL PAMPHLET IN DIFESA DELL'EX TERRORISTA

Nel 2004, la scrittrice aveva pubblicato con le edizioni Viviane Hamy, il pamphlet La verité sur Cesare Battisti (La verità su Cesare Battisti, ndr). Il libro cercava di smontare tutte le ricostruzioni del caso Battisti apparse sulla stampa italiana e d'Oltralpe. E attacca anche il dossier prodotto dall'ambasciata italiana e il modo in cui in Italia vengono condotti i processi. Il libro era stato criticato per aver trasformato Battisti in un «eroe».

«RESTO CONVINTA DEL RISULTATO DELLE MIE RICERCHE»

Alla domanda se non fosse stata messa al corrente delle dichiarazioni di Battisti, che ha riconosciuto i quattro omicidi durante gli Anni di Piombo e avrebbe inoltre dichiarato, dinanzi ai magistrati, di aver mentito ai suoi sostenitori, inclusi quelli in Francia, Vargas ha risposto:«Le sue dichiarazioni non mi feriscono, mi lasciano indifferente. È possibile che abbia i suoi motivi, forse ci sono delle ragioni, non ne so niente, lo lascio libero di dire ciò che ha scelto di dire». «Io», ha proseguito, «resto convinta del risultato delle mie ricerche». «L'Italia», ha rincarato la scrittrice francese, «è l'unico Paese al mondo in cui la giustizia rifiuta di rifare il processo a un uomo condannato per contumacia, normalmente andrebbe processato in sua presenza, ma l'Italia, di questo, non vuole sentire parlare». E ancora: «Sulla stampa francese mi stanno massacrando, come se fossi un'imbecille, una credulona, ingenua, eppure, la mia, non è una difesa in nome di chissà quale lotta politica o di ideale di estrema sinistra, ma le conclusioni scientifiche delle mie ricerche». Per lei, i processi in contumacia celebrati in sua assenza sono nulli perché «i mandati» al suo avvocato, con cui Battisti veniva rappresentato in tribunale, «erano falsi». «Anche un bambino di 8 anni avrebbe capito che erano delle copie ricalcate» a mano, accusa la donna, aggiungendo che per un «uomo impulsivo e sincero nel temperamento, vivere nella menzogna per oltre 40 anni, nascondendo la verità anche a uno o due dei suoi famigliari, sarebbe stato impossibile».

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