Fukushima, scimmie per misurare la radioattività

Redazione
21/08/2012

L’incubo di Fukushima è ben lontano dalla sua conclusione. La città giapponese colpita dal disastro nucleare della centrale distrutta dallo...

Fukushima, scimmie per misurare la radioattività

L’incubo di Fukushima è ben lontano dalla sua conclusione.
La città giapponese colpita dal disastro nucleare della centrale
distrutta dallo tsunami del 2011, è ancora estremamente
pericolosa per la salute umana.
Un problema che riguarda le acqua al largo del centro urbano, ma
anche la terraferma e i cieli, e che è stato rilanciato dalla
scoperta di alcune falene mutanti.
RADIODOSIMETRI CON GPS. Per monitorare il
livello di radiazioni presenti nelle foreste che circondano la
centrale nucleare è stato scelto di utilizzare dei
radiodosimetri dotati di Gps inseriti in speciali collari messi
al collo di scimmie selvatiche.
Il progetto, elaborato da un docente dell’università di
Fukushima, dovrebbe presto entrare nella fase operativa
coinvolgendo anche le associazioni che si occupano della
protezione degli animali.
«Scoprire quale sia la reale contaminazione delle foreste è
molto difficile. Perché la ricerca sia davvero dettagliata ci
faremo aiutare da scimmie selvatiche», ha detto il professor
Takayuki Takahashi al Mainichi Shinbun.
FORESTE SUL 70% DEL TERRITORIO. Le foreste
occupano il 70% del territorio della prefettura di Fukushima. Il
progetto richiede la cattura alcune decine di scimmie, al collo
delle quali devono essere messi i collari con gli apparecchi,
dotati di Gps, per misurare la radioattività dell’aria e
trasmettere i dati al centro di raccolta.
L’esperimento dovrebbe durare per circa un mese, prima che
l’apparecchio venga disattivato.
Le scimmie che vivono nelle foreste di Fukushima si muovono in
gruppo e ciascun gruppo agisce solitamente all’interno di una
zona di circa quattro ettari.
Con un numero adeguato di scimmie appartenenti a gruppi diversi,
hanno spiegato gli scienziati, si può monitorare un’ampia
area.
«Il ministero competente sta conducendo controlli sulle
radiazioni con aerei ma non ottiene dati precisi. Così occorre
fare meglio e se le cose con le scimmie andranno bene io vorrei
in seguito usare anche cani e cinghiali», ha detto Takahashi.

Pesce radioattivo da record: 25.800 becquerel/kg

Il problema della radioattività è qualcosa che interessa già
fortemente le acque al largo della costa di Fukushima. A
confermarlo ancora una volta la radioattività rilevata su un
pesce pescato, a una profondità di 15 metri, nelle acque
dell’oceano Pacifico al largo della costa: 25.800 becquerel
per chilogrammo di cesio radioattivo.
I valori, diffusi dal gestore della struttura Tepco, sono pari a
258 volte i target di sicurezza per il consumo in base ai
paramenti definiti dal governo giapponese.
GRAVITÀ ESTREMA. A più di un anno dallo
scoppio della peggiore crisi nucleare dopo Cernobyl, la
contaminazione radioattiva si è confermata un fattore di estrema
gravità.
La pesca in mare al largo della prefettura di Fukushima è
ripartita su basi volontarie, limitata però solo ad alcuni tipi
di polpi che, di riflesso, sono ricomparsi sui banconi dello
Tsukiji di Tokyo, il più grande mercato del pesce al mondo.
Secondo l’Agenzia della pesca nipponica, il precedente record
di radioattività del pesce era 18.700 becquerel per chilo,
rilevato in un tipo di salmone.