Il Tar ha bocciato il ricorso della famiglia Piscitelli sui funerali del capo ultrà

I giudici del tribunale amministrativo hanno bocciato la richiesta della famiglia di "Diabolik" per una cerimonia pubblica.

12 Agosto 2019 16.12
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Il Tar ha respinto il ricorso della famiglia di Fabrizio Piscitelli contro l’ordinanza del questore di Roma che vieta i funerali pubblici «per motivi di ordine e sicurezza». Lo si apprende dalla moglie dell’ultras biancoceleste noto come Diabolik, ucciso nei giorni scorsi a Roma.

LA MOGLIE: «NON ANDREMO ALLA FUNZIONE»

Repentina la replica di Rita Corazza, moglie di Fabrizio Piscitelli: «Alla luce della decisione del Tar ribadisco che tutta la famiglia di Fabrizio domani non si presenterà al funerale. Ad oggi non ho neanche fatto il riconoscimento della salma di mio marito». «Faccio appello a tutte le persone che gli volevano bene», ha aggiunto, «e intendevano dargli l’ultimo saluto di non presentarsi domani, il 13 agosto all’alba al cimitero Flaminio Solo così possiamo rendergli giustizia e stringerci insieme in un unico dolore».

APPELLO AL PAPA CAUDTO NEL VUOTO

Ventiquattro ore prima Corazza si era appellata direttamente a papa Francesco: «Vorrei portare alla Sua attenzione la vicenda che ha colpito la mia famiglia e che si aggiunge al già straziante dolore della perdita di mio marito. Per opera di un provvedimento del Questore non possiamo garantirgli un degno funerale», aveva scritto in una missiva. «Il giorno, l’ora e il luogo delle esequie mi sono stati imposti; inoltre è stato fatto divieto di celebrare il rito in forma pubblica, perché si ritiene vi siano ragioni di ordine pubblico che lo impediscono, ragioni che sembrano superiori anche al dolore di una famiglia in lutto e alla nostra libertà religiosa». Nell’appello la donna ha definito il marito «un padre, un fratello e un figlio. Un amico e un conoscente ma soprattutto un membro della comunità cristiana». A schierarsi accanto alla famiglia gli Irriducibili che hanno lanciato un messaggio chiaro attraverso un grosso striscione: «La morte è uguale per tutti… il funerale anche! Salutare Fabrizio é un nostro diritto!».

È ANCORA CACCIA AL KILLER

Intanto proseguono le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile di Roma per dare un volto all’uomo vestito da runner che il 7 agosto ha premuto il grilletto sparando il colpo di pistola alla testa che non ha lasciato scampo a Piscitelli. Il cerchio si starebbe stringendo. Nei giorni scorsi è stato effettuato un nuovo sopralluogo della polizia scientifica sul luogo del delitto. Al vaglio le telecamere di videosorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso il killer durante la fuga. Tra le ipotesi che l’uomo, visto scappare a piedi su via Lemonia, sia poi salito a bordo di uno scooter su cui lo attendeva un complice. Chi indaga è al lavoro anche sui tabulati telefonici per ricostruire chi stesse aspettando il 53enne quella sera, seduto su una panchina del parco assieme al suo autista.

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