Funerali di Vanessa Ballan, il vescovo: «Serve una civiltà che rifiuti la violenza sulle donne»

Redazione
29/12/2023

Si sono tenute nel Duomo di Castelfranco Veneto le esequie della donna di 26 anni uccisa a coltellate nella sua abitazione lo scorso 19 dicembre. Il principale sospettato, Bujar Fandaj, è in carcere. La procura di Treviso prepara le relazioni da inviare al ministro Nordio sui motivi che hanno portato gli inquirenti a sottovalutare la denuncia esposta dalla vittima nei confronti del presunto assassino.

Funerali di Vanessa Ballan, il vescovo: «Serve una civiltà che rifiuti la violenza sulle donne»

Si sono tenuti nel pomeriggio di venerdì 29 dicembre, nel Duomo di Castelfranco Veneto, i funerali di Vanessa Ballan, la donna di 26 anni uccisa a coltellate nella sua abitazione lo scorso 19 dicembre. Il principale sospettato del femminicidio, il 41enne Bujar Fandaj, era stato arrestato poche ore dopo il ritrovamento del corpo di Ballan e si trova attualmente in carcere. Per il giorno dei funerali il presidente della regione del Veneto Luca Zaia ha proclamato il lutto regionale. Intanto, l’Ispettorato del ministero della Giustizia è in attesa della relazione dei pm sui motivi che hanno portato gli inquirenti a sottovalutare la denuncia di Ballan nei confronti di Fandaj.

Il Monsignor Tomasi: «Superiamo la follia di voler possedere una persona»

Il vescovo di Treviso che ha celebrato la messa, il Monsignor Michele Tomasi ha chiesto «il silenzio dai clamori e dalle curiosità, il silenzio della memoria e delle emozioni più negative, il silenzio della preghiera che invoca la consolazione delle vittime e la conversione dei violenti», ma «non certo il silenzio della ricerca della giustizia e nemmeno il silenzio nell’impegno per una civiltà che rifiuti nelle parole, negli atti e nei fatti la violenza sulle donne, e che superi finalmente la follia di voler possedere una persona, o di volerne determinare con la violenza le scelte e le decisioni».

La rabbia delle colleghe di Vanessa Ballan per quella denuncia sottovalutata 

«Abbiamo tanta rabbia perché non doveva succedere. Non devono più succedere. Io mi chiedo a questo punto a cosa servano le leggi», ha detto all’Ansa una collega del supermercato dove lavorava Vanessa Ballan, raccontando che avevano «paura quando Fandaj entrava in negozio, il suo sguardo non mi piaceva». Il riferimento è ai diversi appostamenti che l’uomo faceva a Ballan che, insieme ai messaggi minacciosi che l’uomo aveva inviato al compagno di Vanessa, Nicola Scapinello, avevano spinto la coppia a denunciare Bujar Fandaj per stalking. Denuncia che lo stesso procuratore di Treviso, Marco Martani, ha ammesso di aver sottovalutato: «Ci sono elementi per la premeditazione, ma il caso non fu valutato urgente».

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La procura di Treviso invierà una relazione a Nordio con il perché del mancato intervento

Secondo quanto riferisce Ansa, la procura di Treviso invierà all’Ispettorato del ministero della Giustizia le relazioni con i motivi per i quali alla denuncia di Vanessa Ballan non fece seguito alcuna misura cautelare. Le relazioni dei due pm, Valmassoi e Sabattini, e del procuratore capo di Treviso Marco Martani, saranno inviate tramite la procura generale di Venezia all’ispettorato del Ministero, e anche come risposta all’interrogazione rivolta al ministro Carlo Nordio presentata in Senato dal leghista Gian Marco Centinaio.