La fusione nucleare è stata replicata con successo per tre volte

Redazione
21/12/2023

A un anno dalla scoperta, gli scienziati della California hanno ripetuto il processo con esito positivo. È un altro passo avanti verso la fornitura di energia pulita per combattere la crisi climatica. Gli esperti: «C’è il potenziale per una rivoluzione».

La fusione nucleare è stata replicata con successo per tre volte

Ancora un passo avanti verso la creazione di un’energia sicura e pulita. In California, un team di scienziati della National Ignition Facility al Lawrence Livermore National Laboratory ha infatti replicato per tre volte con successo la fusione nucleare, reazione prodotta per la prima volta nel dicembre 2022. Salutata come una delle più importanti scoperte dell’anno, potrebbe rappresentare una soluzione contro la crisi climatica e per l’abbandono dei combustibili fossili. Gli esperimenti, come ha riportato anche la Cnn, si sono svolti a luglio e ottobre e hanno prodotto i medesimi e promettenti risultati. La strada per il raggiungimento di un processo capace di rispondere al fabbisogno umano è ancora lunga, ma sono in programma nuovi studi. «Il prossimo passo è massimizzare l’energia che può essere ottenuta», ha spiegato Brian Appelbe, ricercatore all’Imperial College di Londra.

La fusione nucleare può replicare la potenza del Sole sulla Terra

A differenza della fissione, processo che consente il funzionamento degli impianti nucleari nel mondo, la fusione non prevede la divisione degli atomi ma collisione di due o più di loro al fine di formarne uno più denso. Il processo, che gli esperti hanno definito accensione, è in grado di rilasciare una grande quantità di energia, replicando la potenza del Sole sulla Terra. Al National Ignition Facility o NIF, gli scienziati hanno sparato 200 laser su un pellet di idrogeno all’interno di una capsula di diamante grande appena quanto un granello di pepe e a sua volta situata in un cilindro di oro. I laser sono in grado di aumentare la temperatura fino a 100 milioni di gradi con pressioni esterne sufficienti per comprimere un bersaglio 100 volte più denso del piombo. Bersagliando la capsula, hanno generato dunque una serie di esplosioni capaci di creare energia, raccolta sotto forma di calore.

Nel dicembre 2022, con la prima fusione nucleare, venne prodotta una piccola quantità di energia, pari a 3,15 megajoule, sufficienti per una decina di bollitori d’acqua. Impiegando sempre due megajoule, a luglio il Nif ha ottenuto una potenza superiore, raggiungendo i 3,88 megajoule di energia, finora il risultato più alto. Il rapporto pubblicato anche dalla Cnn conferma che anche due ulteriori test effettuati a ottobre hanno prodotto guadagni netti di energia, pur non replicando il traguardo di tre mesi prima. C’è dunque ancora molta strada da fare prima che la fusione nucleare raggiunga la capacità di alimentare le reti elettriche e i sistemi di riscaldamento di abitazioni e agglomerati urbani. L’obiettivo è infatti ora quello di capire come aumentare drasticamente l’energia e ridurre i costi di produzione. «Abbiamo il potenziale per cambiare il mondo», ha detto John Kerry, inviato americano alla Cop28. «È una delle sfide del XXI secolo».