G20: Cina annuncia surplus esportazioni

Redazione
08/10/2010

Il surplus commerciale della Cina è volato a 27,15 miliardi di dollari nel mese di ottobre, a fronte dei 16,9...

G20: Cina annuncia surplus esportazioni

Il surplus commerciale della Cina è volato a 27,15 miliardi di dollari nel mese di ottobre, a fronte dei 16,9 miliardi di settembre, gettando le basi per ulteriori polemiche alla vigilia dell’apertura del summit G20 di Seul, (11 novembre) i in cui i leader dei principali Paesi sviluppati ed emergenti discuteranno di squilibri globali e valute.
Sulla base dei dati diffusi dall’Amministrazione doganale di Pechino, l’avanzo è addirittura superiore alle stime degli analisti, pari a circa 26 miliardi di dollari.Le esportazioni sono cresciute il linea con le attese del 22,9% rispetto allo stesso mese del 2009, in calo rispetto al tasso di crescita del 25,1% di settembre, mentre le importazioni sono aumentate del 25,3% (24,1% a settembre), meno delle stime degli economisti (27-28%).
Il G20 si preannuncia quindi rovente. Il nodo delle svalutazioni competitive e il rischio di guerre commerciali sono destinati a tenere la scena. Critiche da Cina e Germania, che non vedono di buon occhio la recente decisione della Federal Reserve di iniettare 600 miliardi di dollari nell’economia Usa attraverso l’acquisto di titoli di Stato. Manovra che, secondo i due Paesi, è destinata a destabilizzare l’economia mondiale senza comunque risolvere quelli degli Stati Uniti.
Pechino denuncia la politica di Washington e annuncia una stretta sull’ingresso di capitali esteri, invitando il G20 a tenere sotto osservazione le mosse della banca centrale.

Preoccupazioni anche in Europa

E Angela Merkel, la sera del 9 novembre, ha messo ulteriore legna sulla brace: «L’euro non dovrebbe sopportare da solo il peso di politiche monetarie volte a mantenere su livelli bassi altre valute», ha dichiarato la cancelliera tedesca che, pur senza mai nominare la Fed, ha così fatto proprie le critiche rivolte alla banca centrale Usa la settimana scorsa dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble.
Pechino si dice comunque favorevole ad una politica monetaria più «ragionevole» (il 9 novembre lo yuan ha toccato i massimi degli ultimi 5 anni) e il presidente americano Barack Obama, in un tentativo di mitigare lo scontro, ha dichiarato che gli Usa non vogliono frenare la crescita cinese ma che servono regole chiare.