Galli: «Milano è una bomba, troppi infettati in circolazione»

Redazione
08/05/2020

Massimo Galli, direttore del reparto Malattie Infettive del Sacco lancia l'allarme sulla Fase 2. «Il pericolo di nuovi focolai esiste, perché il virus è in grado di girare senza essere riconosciuto e l'unica barriera sono mascherine e distanze, ma non si sa quanto servano».

Galli: «Milano è una bomba, troppi infettati in circolazione»

Quella di Milano «è un po’ una bomba, perché in tanti sono stati chiusi in casa con la malattia. Abbiamo un numero altissimo di infettati, che ora tornano in circolazione».

A lanciare l’allarme è Massimo Galli, primario di Malattie infettive del Sacco di Milano, secondo cui «è evidente che sono necessari maggiori controlli. Mi chiedo perché da noi ci sia stato un atteggiamento quasi forcaiolo», osserva in due interviste a Repubblica e Stampa, «nei confronti dell’uso del test rapido, il ‘pungidito’, che poteva comunque essere utile».

«STIAMO VIVENDO UN GRANDE ESPERIMENTO COLLETTIVO»

In città, continua Galli, «le nuove diagnosi riguardano cittadini riusciti finalmente a ottenere un tampone. Si tratta cioè di persone infettate già da tempo, che erano rimaste senza diagnosi». Quello che «disturba», fa notare il professore, «è che avrebbero potuto ottenere un test molto prima. Si dovevano raggiungere coloro ai quali è stato detto di restare buoni a casa con i sintomi». Per questo la Lombardia «rischia di richiudere, ma anche certe zone del Piemonte o dell’Emilia. Del resto si è deciso che se qualcosa va storto si torna indietro». Galli invita poi invita alla prudenza: «Non ce ne rendiamo conto, ma stiamo vivendo un grande esperimento collettivo. Non esiste nella letteratura scientifica mondiale l’uscita da una pandemia ancora in corso solo con mascherine e distanziamento sociale, per questo la gradualità impostata dal governo ha senso». Alcuni però hanno interpretato l‘ingresso nella fase 2 come un liberi tutti. «È un segnale di grande pericolosità», avverte Galli. «Il pericolo di nuovi focolai esiste, perché il virus è in grado di girare senza essere riconosciuto e l’unica barriera sono mascherine e distanze, ma non si sa quanto servano».

La zona dei Navigli, a Milano, è tornata a riempirsi (Ansa).

GALLI ESCLUDE CHE IL VIRUS CIRCOLASSE GIÀ A OTTOBRE

Ad Agorà su RaiTre Galli ha messo in dubbio che il virus girasse sottotraccia già a ottobre. «Non è pensabile che singole persone che hanno preso un’influenza a ottobre abbiano avuto il coronavirus. Perché questo è un virus che quando arriva si diffonde subito velocemente. Se così fosse stato quindi, queste persone avrebbero subito generato molti altri casi tra i loro contatti». I dati, ha continuato, «ci dicono che è comparso nell’uomo tra ottobre e novembre in Cina e ha avuto una evoluzione rapida, lì, tra dicembre e gennaio. Se ci fossero stati casi prima avremmo avuto epidemie prima in giro per il mondo».