Il Garante per la privacy vuole lo stop della fattura elettronica

Il Garante per la privacy vuole lo stop della fattura elettronica

16 Novembre 2018 17.46
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Il Garante per la privacy ha avvertito l'Agenzia delle Entrate che il nuovo obbligo di fattura elettronica, per come è stato regolato dall'Agenzia, «presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali». L'Authority ha quindi chiesto all'Agenzia di comunicare con urgenza come intenda procedere per rendere conforme al quadro normativo italiano ed europeo il trattamento dei dati che verrà effettuato ai fini della fatturazione elettronica. È la prima volta che il Garante esercita il potere correttivo di avvertimento, che gli è stato attribuito a livello europeo.

L'obbligo di fatturazione elettronica, esteso a partire dal primo gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori, secondo il Garante per la privacy presenta infatti un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo a ogni aspetto della vita quotidiana dell'intera popolazione, sproporzionato rispetto all'obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

IL NODO DEI DATI SENSIBILI ARCHIVIATI

Entrando nel merito del nuovo sistema, il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo l'Agenzia delle Entrate, dopo aver recapitato le fatture in qualità di "postino" attraverso il Sistema di interscambio tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati. Come le abitudini e le tipologie di consumo legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni, ad esempio la regolarità nei pagamenti o l'appartenenza a particolari categorie di utenti. Oppure ancora la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Altre criticità derivano dalla scelta dell'Agenzia delle Entrate di mettere a disposizione sul proprio portale online, senza che ciò venga richiesto dal consumatore, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la versione cartacea o quella digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.

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