Gasdotto Tap, il Tar sospende il via libera all’espianto degli ulivi

06 Aprile 2017 09.45
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Canta vittoria il Comitato No Tap , dopo il momentaneo stop all'espianto degli ulivi deciso dal Tar del Lazio, che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia. L'ente regionale ha chiesto ai giudici amministrativi l'annullamento, previa sospensiva, degli atti con cui il ministero dell'Ambiente ha autorizzato Tap ad avviare l'espianto degli ulivi nell'area del cantiere di Melendugno.

DECISIONE IL 19 APRILE. Il Tar ha deciso di verificare i motivi alla base del ricorso, sospendendo l'efficacia dei provvedimenti in attesa della discussione di merito fissata per il 19 aprile. Tap, da parte sua, ha spiegato che si atterrà alla decisione dei tribunale, ma ha fatto notare che i 43 alberi bloccati nel cantiere, cui non è possibile accedere a causa della presenza dei manifestanti più violenti, «necessitano urgentemente di cure».

I MANIFESTANTI HANNO ALZATO LE BARRICATE. La decisione del Tar è arrivata dopo che le frange più violente degli attivisti, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, avevano innalzato barricate con massi e cancellate per impedire ai camion di arrivare nel cantiere. Per recuperare i sassi è stato abbattuto il «muro millenario» di un'antica masseria a San Basilio, come denunciato dal comandante della polizia locale di Melendugno, Antonio Nahi. «Noi – accusa Nahi su Facebook – non abbiamo bisogno di questa gente che si è appropriata in maniera inqualificabile di una lotta civile condotta fino ad oggi con dignità e identità».

MA L'OPERA È DEFINITIVAMENTE APPROVATA. Il decreto con cui viene concessa la sospensiva è firmato dal presidente del Tar del Lazio, Gabriella De Michele. Il magistrato, però, premette subito che «le modalità di realizzazione debbono ritenersi definitivamente approvate». La sospensiva, infatti, è stata concessa «ai soli fini dell'immediato riesame dell'atto impugnato». Insomma: il 19 aprile non è affatto scontato che il Comitato No Tap possa continuare a festeggiare.

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