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Dopo la chiusura della zona di pesca di Gaza, secondo razzo su Israele

Dopo la chiusura della zona di pesca di Gaza, secondo razzo su Israele

Dopo che Tel Aviv ha bloccato l’accesso alla zona di pesca nella Striscia, due razzi in due sere hanno colpito la zona meridionale di Israele.

13 Giugno 2019 22.05

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Due razzi in due sere: i missili continuano a piovere dalla Striscia di Gaza. Il 13 giugno un razzo è stato lanciato verso il Sud di Israele e ha colpito un edificio nella cittadina di Sderot dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme. Secondo la polizia il razzo dalla Striscia ha causato danni all’edificio – una scuola religiosa ebraica – ma non sono segnalate vittime. È il secondo razzo, dopo quello del 12 giugno sera, lanciato dalla Striscia in 24 ore contro Israele.

LA CHIUSURA DELLE ZONE DI PESCA DA PARTE DEGLI ISRAELIANI

La notte del 12 giugno un altro razzo era stato intercettato dall‘Iron Dome il sistema di difesa antimissili. Il portavoce dell’esercito israeliano ha spiegato che, subito dopo, in risposta, l’aviazione israeliana ha colpito una postazione sotterranea di Hamas nel sud della Striscia. «L’esercito», ha aggiunto il portavoce, «ritiene l’organizzazione terroristica di Hamas responsabile di ogni avvenimento che trae origine dalla Striscia».
Il lancio del razzo da Gaza è il primo dopo l’intesa indiretta tra le parti, raggiunta nei mesi scorsi grazie alla mediazione dell‘Onu e dell‘Egitto. Ma il 12 giugno dopo l’arrivo di nuovi palloni incendiari da Gaza nelle aeree ebraiche attorno alla Striscia, la marina militare israeliana aveva chiuso la zona di pesca a largo delle coste dell’enclave palestinese, privando di fatto i palestinesi di uno dei pochi mezzi di approvvigionamento diretto di risorse.

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