Gdf, sequestrati 53 mln di prodotti in sette mesi

Redazione
24/08/2012

Cinquantatre milioni di prodotti contraffatti sequestrati, 6 mila responsabili denunciati, 94 arrestati perché affiliati a organizzazioni criminali dedite al falso,...

Gdf, sequestrati 53 mln di prodotti in sette mesi

Cinquantatre milioni di prodotti contraffatti sequestrati, 6 mila responsabili denunciati, 94 arrestati perché affiliati a organizzazioni criminali dedite al falso, il 41% dei quali italiani: sono i risultati della lotta alla contraffazione della guardia di finanza nei primi sette mesi del 2012. Sottratto al giro d’affari dell’economia criminale un valore quantificabile in oltre 2 milioni di euro al giorno. 
SEQUESTRATI 53 MLN DI PRODOTTI IN 7 MESI. Con le oltre 7.300 operazioni di controllo del territorio e indagini anticontraffazione effettuate dalle fiamme gialle – in media 35 al giorno – sono stati tolti dal mercato 28 milioni di tarocchi, 22 milioni di prodotti pericolosi e 3 milioni di falsi ‘made in Italy’.
Oltre il 90% dei sequestri è stato operato sul territorio, fuori dai punti di approdo delle merci, quali porti e aeroporti. Più in dettaglio sono stati sequestrati 15 milioni di capi e accessori di abbigliamento, 18,5 milioni di giocattoli, 15,5 milioni di beni di consumo e 4 milioni di prodotti elettronici.
DIVERSE CATEGORIE MERCEOLOGICHE. Non più, quindi, solo capi firmati e articoli di pregio, ma anche articoli per la casa e per la scuola, cosmetici, farmaci, detersivi, sigarette, profumi, parti meccaniche, fino ad arrivare ai profilattici.
Tutti prodotti destinati ai consumatori italiani, totalmente ignari della loro scarsa qualità e inconsapevoli della intrinseca pericolosità di questi articoli non conformi agli standard comunitari di sicurezza.
La sicurezza è uno degli aspetti del fenomeno illecito che preoccupa maggiormente. Unico obiettivo dei trafficanti di falsi – sottolinea la Gdf – è massimizzare il profitto illecito: nessuna attenzione alla qualità, alla salute e all’incolumità di chi utilizzerà i loro prodotti.
Il business del falso è lucrosissimo, ma solo per i trafficanti. Enormi gli squilibri che il fenomeno porta con sé e che danneggiano il mercato, l’economia nel suo complesso, la collettività e gli operatori onesti, minando le regole della concorrenza: evasione fiscale e contributiva, riciclaggio, sfruttamento dell’immigrazione clandestina e del lavoro nero che, in alcuni casi, è a limite della schiavitù.