Gelo su Vimpelcom-Wind

Marta Allevato
19/01/2011

I soci di Telenor dicono no alla fusione.

Gelo su Vimpelcom-Wind

Alla Vimpelcom Ltd, il grande operatore di telefonia russo che intende fondersi con Wind Telecom di Naguib Sawiris, è iniziata una nuova guerra tra azionisti. Il copione è lo stesso andato in scena sei anni fa e che ha visto scontrarsi gli interessi dell’oligarca russo Michail Fridman, che attraverso la sua Altimo controlla il 44,6% di Vimpelcom, e quelli del socio di minoranza (29,9%) del gruppo, la compagnia telefonica norvegese Telenor.
NO ALLA FUSIONE. Gli scandinavi hanno deciso di tentare il tutto per tutto pur di ostacolare il progetto di fusione con la holding del magnate egiziano (ex Weather Investments), che porterà in mano russa il 100% della Wind Telecomunicazioni, terzo operatore di telefonia mobile in Italia, e il 51,7% dell’egiziana Orascom Telecom.
Approvato a maggioranza lo scorso 16 gennaio con sei voti favorevoli su nove dal consiglio di sorveglianza Vimpelcom, il piano non ha trovato consenso tra i norvegesi nonostante le modifiche e le correzioni apportate al prospetto proprio per appianare le divergenze nate un mese fa con Telenor. L’operatore scandinavo continua a sostenere l’«impraticabilità» del piano, già bocciato a dicembre.
Il progetto ha trovato quindi il favore dei tre consiglieri dell’altro socio Vimpelcom, Altimo, e dei tre membri indipendenti e il no deciso dei tre consiglieri Telenor.

Telenor socio di minoranza

Il nuovo piano ha ridotto l’offerta cash di Vimpelcom a Sawiris da 1,8 a 1,5 miliardi di dollari e di fatto ha escluso l’egiziano dal consiglio della nuova società, contro i due membri della prima versione dell’accordo.
Allo stesso tempo, però, ha concesso a Wind Telecom azioni comuni e privilegiate per un valore complessivo di 5 miliardi di dollari, tali da farla salire al 20% del capitale e al 30,6% dei diritti di voto della nuova Vimpelcom, rispetto al 18,5% previsto nel primo progetto.
COMPROMESSI DIRITTI DI VOTO. L’operazione determinerà, quindi, una diluizione delle quote degli attuali azionisti e in particolare proprio di Telenor che, quanto a diritto di voto in assemblea, si ritroverà come socio di minoranza.
In base al progetto, accanto al 30,6% di voti della società di Sawiris, Altimo deterrà il 31,4% del capitale e il 31% di voti – dall’attuale 39,19% di capitale e 44,65% di diritti di voto – mentre Telenor – oggi con il 39,58% del capitale e il 36% dei diritti di voto – scenderà rispettivamente al 31,7% e al 25%. Al termine della transazione anche gli azionisti di minoranza, che attualmente hanno il 18,6% dei diritti di voto, scenderanno infine al 12,9%.

L’entrata a sorpresa di Fetisov

Telenor aveva già messo in guardia i soci russi che si sarebbe servita dei suoi diritti preferenziali (quelli cioè legati ad azioni privilegiate che godono anche di pieno diritto di voto) per impedire una diluizione del suo azionariato.
L’ESCAMOTAGE RUSSO. Così è scattato l’escamotage: pochi giorni prima della riunione del consiglio di sorveglianza, la Altimo ha fatto sapere che un suo azionista di minoranza, il miliardario Gleb Fetisov, aveva acquistato lo 0,7% di Orascom per circa 27,7 milioni di dollari e che quindi la fusione con Sawiris doveva essere considerata come un’operazione «con interesse di parte». Particolare che, secondo l’accordo tra azionisti, priva Vimpelcom, Telenor e Altimo dei diritti preferenziali.
Il fatto che Fetisov sia diventato all’ultimo momento socio di minoranza di Orascom, è «un imbroglio che viola l’accordo tra azionisti Vimpelcom», ha fatto sapere il portavoce di Telenor Dag Melgaard. Il miliardario si è difeso dicendo che da anni investe nelle telecomunicazioni ed essere presente in una società come Orascom è più che normale.

Un colosso da 173 milioni di clienti

Telenor ha, così, promesso di dare battaglia all’assemblea del prossimo 17 marzo, alla quale spetta l’approvazione dell’emissione delle nuove azioni necessarie per lo scambio con Wind.
L’obiettivo dei norvegesi è quello di riuscire a fare fronte comune con gli azionisti di minoranza, anche se, secondo l’amministratore delegato di Vimpelcom, Alexander Izosomov, il gruppo «non è lontano» dall’ottenere il consenso necessario all’approvazione del progetto.
SESTO OPERATORE MOBILE. Per dare il via libera alla fusione, che porterà alla creazione del sesto operatore mobile al mondo per numero di clienti, 173 milioni distribuiti in 19 Paesi, serve una maggioranza semplice: Altimo ha già il 44,65% dei voti ed è decisa a dire sì. Per decretare la sua vittoria le basta il supporto di appena il 5% degli azionisti.
Secondo gli analisti ci sono tutti gli elementi per pensare che i due soci ingaggino un’altra battaglia dopo quella combattuta per cinque anni sull’ingresso di Vimpelcom nel mercato ucraino. Conclusasi nell’estate del 2010, la disputa aveva al centro il controllo della società telefonica ucraina Kievstar (di cui Telenor aveva il pacchetto maggiore).
A fine 2009 è stato creato un nuovo gruppo, Vimpelcom Ltd, che comprende sia Vimpelcom che Kievstar: a Fridman è andato il 35%, mentre i norvegesi si sono accontentati del 27%. Per Telenor, a questo punto, è anche una questione di principio.