Geni per una notte

Redazione
11/12/2010

di Alessandro Carlini Fra le possibili scuse da offrire al partner inferocito per una scappatella questa è a tutti gli...

Geni per una notte

di Alessandro Carlini

Fra le possibili scuse da offrire al partner inferocito per una scappatella questa è a tutti gli effetti scientifica. «È colpa dei miei geni», si potrebbe dire, senza mentire. Anzi, un’intera équipe di ricerca dell’Università di Binghamton, a New York, ha lavorato settimane per spiegare che l’infedeltà avrebbe un’origine a livello genetico.
Sotto accusa è finita una variante del Drd4 soprannominato il “gene sgualdrina”, che codifica il funzionamento della dopamina nel cervello.  «Quello che abbiamo trovato era che gli individui con la variante 7R+»,  ha spiegato Justin Garcia, coordinatore dello studio, «mostravano una maggiore propensione ad avere una storia di sesso senza impegni  incluse le avventure di una notte e gli atti di infedeltà».

7R, variante sul gene

Il motivo sembra derivare dal sistema di piacere e ricompensa, dove entra in gioco il rilascio della dopamina, un neurotrasmettitore che scatena eccitazione ed euforia. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno esaminato la storia sessuale di 181 giovani adulti. Quelli con la variante genetica 7R+ avevano il doppio delle probabilità di tradire o lasciarsi andare a un’avventura di una notte, rispetto a quelli con la 7R-.
«Lo studio non giustifica», ha precisato Garcia, «le trasgressioni. Queste relazioni sono associative, il che significa che non tutti quelli che hanno questo genotipo commettono infedeltà». Questi geni, insomma, non danno a nessuno una scusa, ma aprono una finestra su come la nostra biologia formi le propensioni per una vasta gamma di comportamenti.
Se per le scuse al partner quindi è sempre meglio usare il buon vecchio «ero ubriaco/a» e non «sapevo quello che facevo», per la scienza la ricerca genetica sta diventando un campo fondamentale. E in particolare sono tantissimi gli studi sul gene Drd4, che è stato già collegato all’alcolismo, al gioco d’azzardo e ad altri comportamenti a rischio.

Attenzione alle derive razziste

Anche troppi, secondo Casey Schwartz, esperta di neuroscienza, che sul sito di informazione Daily Beast ha ribadito che la spiegazione tramite cause genetiche di tutti i comportamenti umani è diventata una sorta di mania dei nostri tempi, che ricorda un po’ le teorie della frenologia, disciplina tanto criticata che faceva risalire alla conformazione del cranio umano le possibili tendenze degli uomini (a questo proposito leggi anche l’intervista al porfessor Boncinelli).
Da lì si è arrivati a forme di razzismo, con la frenologia che è stata presa a prestito anche dal nazismo per giustificare la folle teoria della superiorità ariana. Secondo Schwartz, con la genetica si cerca ormai di spiegare tutto: negli ultimi dieci anni si è sentito parlare del “gene di Dio” che sarebbe alla base della religiosità di alcune persone, o il “gene del guerriero” all’origine dell’aggressività e quello del liberalismo, che predispone un individuo a votare per un partito democratico.
Non avrebbe, dunque, alcun senso ricondurre tutto a un genotipo che regola la produzione di una molecola, dato che intervengono ben altri meccanismi a livello cerebrale che possono causare un determinato comportamento. «Una microscopica striscia nella nostra testa non può di certo spiegare chi siamo e perché agiamo in un certo modo», ha affermato Schwartz.
Le ricerche di questo tipo sono state criticate anche da Misha Angrist, autore del libro Here Is a Human Being (Ecco un essere umano). «Ci sono addirittura economisti che pubblicano studi dicendo che il fatto di essere conservatore o liberale è un tratto ereditario», ha detto lo studioso, «Mi ricorda molto il vecchio assunto dell’eugenetica, secondo cui la povertà è ereditaria»,.