M5s, il tribunale di Genova accoglie parzialmente il ricorso dei 33 attivisti

M5s, il tribunale di Genova accoglie parzialmente il ricorso dei 33 attivisti

25 Maggio 2018 08.47
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A Genova potrebbe nascere un M5s alternativo al partito dimaiano. È questo l'obiettivo di Marika Cassimatis, l'ex pentastellata che nonostante avesse vinto le Comunarie nella città della Lanterna venne espulsa con il famoso «fidatevi di me» di Beppe Grillo. Soprattutto ora che il tribunale ha accolto parzialmente il reclamo presentato dai 33 attivisti della prima ora che rivendicavano nome, simbolo e sito internet. I giudici di Genova hanno ordinato a Grillo, garante del Movimento, di consegnare entro 30 giorni al curatore speciale l'elenco dei vecchi iscritti, prevedendo anche una multa di 3 mila euro per ogni giorno di ritardo. Per quanto riguarda le altre questioni, i giudici hanno rinviato a una discussione davanti ai giudici di merito.

«ASSOCIAZIONE DEL 2009 DI NUOVO OPERATIVA». «Apprendiamo con soddisfazione l'accoglimento parziale del reclamo. Il tribunale», ha spiegato l'avvocato Lorenzo Borrè, «ordinando a Grillo la consegna dei dati degli iscritti alla prima associazione, e stabilendo una sanzione di 3 mila euro per ogni giorno di ritardo consente all'associazione del 2009 di tornare operativa, di poter procedere all'eventuale nomina del nuovo capo politico e di porsi cosí come competitrice del partito di Di Maio alle future elezioni». Le questioni inerenti al diritto di uso esclusivo del nome, del simbolo e del sito, ha ricordato il legale, «sono state riservate all'approfondimento del merito e confidiamo che in quella sede siano accolte le ulteriori domande formulate dal Curatore per il tramite degli avvocati Andrea D'Angelo e Paolo Gatto».

IL RICORSO DEI 33 ATTIVISTI. La vicenda era nata dopo il ricorso presentato dai legali dei 33, gli avvocati Borrè e Alessandro Gazzolo, che sostenevano come la nuova associazione, nata nel 2017, non potesse essere titolare del nome, del simbolo e del sito internet. Il tribunale aveva nominato un curatore speciale ed era stata fissata una causa in primo grado che però aveva visto sconfitti i vecchi iscritti. I legali avevano presentato reclamo e il 24 maggio i giudici hanno deciso.

Soddisfatta Cassimatis. «La decisione del giudice di accogliere il nostro ricorso è solo il primo passo di un cammino appena avviato. Adesso vogliamo dal Movimento di Grillo i nomi di tutti i vecchi iscritti del 2009 per poter indire con loro un'assemblea e scegliere il nuovo capo politico dell'unico vero Movimento 5 stelle», ha spiegato. «Il nostro comitato è nato per raccogliere fondi e sostenere i 33 attivisti della prima ora. Io non faccio parte di questi per ragioni di opportunità visto la mia vicenda personale in seguito all'annullamento di Grillo del voto delle Comunarie».

UNA SPERANZA PER I FUORIUSCITI. La decisione presa dai giudici del tribunale di Genova restituisce grandi speranze ai "fuoriusciti". «Il fatto che il giudice abbia ordinato di fornire tutti i nomi degli iscritti della prima associazione con tanto di sanzioni in caso di ritardi è importantissimo», ha aggiunto Cassimatis, «perché ora potremo convocare un'assemblea con tutti quegli iscritti. Non solo: significa anche che si è preso atto del fatto che in passato la Casaleggio Spa non ha rispettato delle ordinanze ed è per questo che sono state previste penali nel caso non vengano rispettati i tempi».

LA RISPOSTA DEI LEGALI M5S. Ma quanti sono gli iscritti della prima ora? «Nessuno di noi lo sa perché gli elenchi non sono mai stati resi pubblici in nome della privacy. Forse 200 mila? Ma bisogna tenere conto che molti si sono poi trasferiti nella nuova associazione di Di Maio e si sono cancellati dalla vecchia», è il ragionamento. «Finalmente noi espulsi dalla Casaleggio Spa e da Grillo possiamo tornare a sperare di fare politica in nome del vero Movimento 5 stelle e con il suo unico e tradizionale simbolo». Secondo i legali di Grillo e Di Maio, invece, Stefano De Biase e Ronnie Rodino, «iI giudice ha rigettato le richieste sulla titolarità del sito e del simbolo del Movimento, che sono e restano del M5s del 2017. Il curatore della vecchia associazione può avere i nomi e i dati degli iscritti per contattarli, non per fare un "nuovo" M5s». E ora la parola torna ai giudici.

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