Cosa succede all'economia globale: la frenata di Germania e Cina

Cosa succede all’economia globale: la frenata di Germania e Cina

08 Marzo 2019 07.39
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Mario Draghi aveva citato il settore dell'auto tedesco tra i fattori di rallentamento dell'economia europea che hanno portato a un netto taglio delle stime del Pil. E ora dai dati dell'istituto tedesco di statistica Destasis si scopre che gli ordinativi delle fabbriche in Germania sono crollati a gennaio del 2,6% rispetto al mese precedente e del 3,9% rispetto all'anno precedente. Ma le notizie negative per l'economia globale arrivano soprattutto da Oriente. Il surplus commerciale della Cina crolla a febbraio a 4,12 miliardi di dollari a fronte dei 39,16 miliardi di gennaio e i 26,38 miliardi attesi dai mercati: il saldo, in base ai dati diffusi dalle Dogane, è il più basso da marzo 2018 per effetto del crollo dell'export (-20,7% a 135,24 miliardi) e della frenata dell'import (-5,2% a 131,12 miliardi), favoriti dalla lunga settimana festiva del Capodanno cinese. Nel periodo gennaio-febbraio, il surplus si attesta a 43,7 miliardi (-13,6% annuo), con l'export a -4,6% e l'import a 3,1%. In un colpo solo il motore dell'economia asiatica e quello dell'Europa, entrambi basati su un modello export oriented, sembrano in panne.

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In particolare il surplus commerciale cinese con gli Usa si è quasi dimezzato su base mensile a febbraio (14,72 miliardi di dollari contro i 27,30 miliardi di gennaio), in scia agli effetti dei dazi all'import del made in China imposti dal presidente Donald Trump e alla lunga festività del Capodanno lunare: nei primi due mesi del 2019, il saldo è però attivo per 42,1 miliardi e in crescita del 3,9%, secondo le Dogane cinesi. L'export verso gli Usa, il principale partner di Pechino, scende nel bimestre del 14,1%.

MERCATI CINESI ED EUROPEI GIÀ IN ROSSO

L'8 marzo le Borse cinesi non a caso sono affondate sulla scia dei timori che Stati Uniti e Cina non trovino un accordo sul commercio e quando ancora i dati sulla bilancia commerciale della Repubblica popolare non erano ancora stati diffusi. Shanghai ha lasciato sul terreno il 4,4% e Shenzen del 3,79%. In rosso anche i mercati europei dopo le parole di Draghi e con gli ordini dell'industria tedesca che non fanno presagire nulla di buono per l'economia del Vecchio continente, Italia inclusa.

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