Germania e Austria, pericolo nazi: la mappa dell’estrema destra

28 Novembre 2016 07.00
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La cancelliera Angela Merkel ha ammesso che la sua quarta candidatura «per difendere i valori della democrazia» sarà «la più difficile» da portare alla vittoria. Il pericolo delle Legislative in Germania del 2017, ma anche di un possibile voto anticipato in Austria dopo il pluririmandato ballottaggio delle Presidenziali del 4 dicembre 2016, sono i montanti movimenti euroscettici e xenofobi che si stanno saldando nei due Paesi, uniti da un lungo e cupo passato comune.

GRUPPI ANCHE ARMATI. Da Vienna l'estrema destra del candidato all'Hofburg Norbert Hofer (Fpö), che «dopo la Brexit» non esclude «un referendum sull'Ue» e non ha mai rinnegato il nazismo, ha teso la mano ai tedeschi di Alternative für Deutschland, alleati anche con il Front national di Marine Le Pen. Ma, in generale, sia in Austria sia in Germania stanno crescendo i gruppi anche armati ed eversivi di estremisti e anti-migranti che, con i frustrati, vanno ad accrescere il bacino di potenziali elettori delle due maggiori formazioni politiche.

UN SOTTOBOSCO NAZI. Attorno all'Fpö gravitano gli identitari austriaci (Ibo) e i nostalgici Burschenschaften, nonché quel che rimane del Bzö di Jörg Haider. In Germania crescono i membri dei Cittadini del Reich e sono spuntate sezioni tedesche del Ku Klux Klan: un sottobosco illegale e tuttavia esistente e in espansione, che si somma all'estrema destra dell'Npd, radicata soprattutto nell'Est come AfD e i populisti di Pegida. Ma il consenso di queste sigle aumenta in tutta la Germania e anche in Austria, mentre gli stranieri sono aggrediti e si incendiano i loro alloggi.

L'Fpö nazionalista e xenofobo di Hofer è stato fondato dopo la Seconda guerra mondiale da un gruppo di nazionalisti e anticlericali di destra che raggruppava anche ex nazisti. Negli Anni 70 e 80 ha appoggiato governi esterni, anche socialdemocratici, senza tuttavia mai arrivare alla concreta prospettiva che uno dei suoi leader, il 45enne Norbert Hofer, potesse diventare capo di Stato.

CONTRO L'ISLAM. L'Fpö è antislamico, per i muri in Europa e la diffusione delle armi, omofobo e scettico sull'euro e sull'Ue. Alle Europee del 2014 ha sfiorato il 20% e perso di misura (per circa 31 mila voti) le Presidenziali austriache del 2016. Contro Hofer fanno ora muro destra moderata e sinistra, ma intanto l'Fpö ha vinto il ricorso sulle irregolarità per far ripetere il voto e costringe gli altri partiti a cavalcare i suoi slogan contro i migranti. I sondaggi lo danno in vantaggio al 38%.

In Germania crescono
i Cittadini del Reich
e le sezioni tedesche
del Ku Klux Klan

Morto il fondatore Haider, a lungo leader anche dell'Fpö, il Bzö austriaco ha subito una costante emorragia di voti, anche per le sue posizioni meno razziste e nazionaliste del partito di Hofer e del segretario Heinz-Christian Strache. Nato nel 2005, è forte soprattutto in Carinzia, ma dal 2008 è sceso dal 10% a meno dell'1% dei consensi, passati all'Fpö.

IDENTITARI AUSTRIACI. Il Movimento identitario per l'Austria (Ibo) è invece un'organizzazione patriottica che si ispira all'omonima rete paneuropea delle nuove destre. La base, prevalentemente giovanile e antogonista, è contro il multiculturalismo e i diritti delle minoranze, antisemita ma anche anticapitalista e anti-globazione, contraria alla Nato e su posizioni filorusse.

ESTREMISTI E BORGHESI. Fondato nel 2013 da alcuni studenti viennesi della media borghesia, il gruppo è stimato avere alcune centinaia di appartenenti. Non esibisce teste rasate, ma è monitorato dal Controterrorismo austriaco per le azioni di disturbo pubblico in chiese e università e le accuse di aggressioni con lesioni a carico di alcuni attivisti. Ibo ha stretto affiliazioni con Fpö in Austria e Pegida e l'Npd tedeschi.

Vicino ai giovani identitari dell'Ibo c'è il movimento studentesco dei Burschenschaften, nostalgici di estrema destra sparsi tra Austria e Germania, con una ventina di circoli solo a Vienna. Paradossalmente la rete era nata nell'800 per impulso degli universitari borghesi tedeschi che cercavano l'unità democratica del Paese.

DALLA CARBONERIA AL NAZISMO. Fu bandita durante il nazismo, ma si è radicalizzata nell'estrema destra. Il negazionista austriaco Gottfried Küssel, ex candidato dell'Fpö a capo di svariati gruppi neonazisti disciolti, è considerato il loro collante con la destra di Hofer e ha definito Adolf Hitler «il più grande eroe della storia».

Il boom di consensi di AfD ha coinciso con la sua svolta estremista e xenofoba dopo la scalata della leader Franke Petry alla dirigenza del movimento. Alternative für Deutschland, era stata fondata un anno prima da un nucleo di economisti e accademici euroscettici che alla deriva a destra ha in gran parte abbandonato il partito.

EXPLOIT NEL 2016. Ma in pochi mesi il movimento è balzato al 15%, con punte sopra il 24% nell'Est, battendo i conservatori di Merkel (Cdu-Csu) alle Amministrative nel Land del Meclemburgo-Pomerania anteriore e tallonandola a Berlino e in sue tradizionali e ricche roccaforti come la Baviera e il Baden-Württemberg.

I voti ad AfD sono arrivati soprattutto da circoscrizioni dell'Est come Dresda, città natale oltre che di Petry del movimento spontaneo e populista di Pegida. Fondato nel 2014, il gruppo di Patriottici europei contro l'islamizzazione dell'Occidente si è rapidamente sgonfiato dall'exploit iniziale del 10%, con grandi manifestazioni di protesta in diverse città tedesche. Ma ha aperto e mantiene filiali in tutta Europa e il suo bacino elettorale è sintomatico della parte consistente e fluida degli scontenti tra l'elettorato tedesco.

LA PARABOLA DELL'NPD. Un'altra fetta di consenso ad AfD è arrivata in Germania dal partito tradizionale in declino dell'estrema destra dell'Npd. Nati negli Anni 60 dopo lo scioglimento degli hitleriani dei Socialisti del Reich, nazionaldemocratici tedeschi non sono mai stati disciolti dai giudici costituzionali, nonostante l'apologia al nazismo di alcuni esponenti e il suo seguito tra diversi gruppi di naziskin. Ma negli ultimi anni non superano il 3% neanche nelle loro roccaforti dell'Est.

Prendono invece piede, con un migliaio di affiliati e decine di sezioni cittadine, i nostalgici dei Cittadini del Reich, che oltre a salire di centinaia di affiliati sotto diverse sigle locali sono di recente passati alla lotta armata.

MANIFESTO EVERSIVO. Dall'inizio del fenomeno, negli Anni 80, costituzionalisti e autorità tedesche hanno sottovalutato la pericolosità degli suoi affiliati, che negano l'esistenza della Repubblica tedesca e rivendicano i confini prussiani di inizio '900. Dopo aver iniziato a stamparsi documenti d'identità e porto d'armi del Reich hanno acquistato fucili e, quest'estate, ucciso un poliziotto e ferito altri agenti.

ATTIVO ANCHE IL KKK. I Cittadini del Reich si stanno anche avvicinando al sottobosco neo nazi e ad altre cellule xenofobe, esistenti da decenni in Germania come i cavalieri teutonici del Ku Klux Klan, che il governo ha ammesso come «attivo in quattro gruppi» e di «dimensioni molto piccole per numero di affiliati». Marginali ma pericolosi, in tempi nei quali, già nel 2015, i reati a sfondo razziale dell'estrema destra sono aumentati del 77%. I rami del Kkk sono attivi a intermittenza in Germania dall'inizio del '900 e originano dalla storica società segreta americana che ha fatto suo anche il Mein Kampf di Hitler.

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