Germania, Scholz sembra arrivato al capolinea: chi potrebbe sostituirlo alla guida del governo

Stefano Grazioli
22/01/2024

Tra scioperi, buchi nelle finanze e sondaggi desolanti, il Cancelliere è sempre più in difficoltà. Per permettere all'esecutivo di arrivare alla sua scadenza naturale nel 2025 e ridare fiato alla Spd si moltiplicano le voci di un suo possibile passo indietro. Il favorito è il ministro della Difesa Boris Pistorius che agli occhi dei tedeschi ha risollevato l'immagine della Bundeswehr.

Germania, Scholz sembra arrivato al capolinea: chi potrebbe sostituirlo alla guida del governo

I tedeschi si sono svegliati: il 2024 è cominciato da una parte con una raffica di scioperi e proteste contro il governo, dai ferrovieri agli agricoltori, dall’altra le piazze si sono riempite di decine di migliaia di persone che hanno manifestato contro la AfD (Alternative für Deutschland), il partito di estrema destra che i sondaggi a livello nazionale danno al secondo posto dietro i conservatori dell’Unione (Cdu-Csu). Lo scorso fine settimana in decine di città tedesche, a Ovest come a Est, la cosiddetta maggioranza silenziosa ha dato un chiaro segnale contro la variegata e sempre più numerosa galassia di estrema destra che si riunisce non solo sotto il simbolo della AfD, ma sotto quello dellevarie organizazioni che le ruotano intorno, dagli Identitari ai Reichsbürger, da Die Rechte a Der Dritte Weg. Ad accendere le proteste è stata un’inchiesta giornalistica del collettivo Correctiv che ha svelato un incontro segreto al quale hanno partecipato tra l’altro membri dell’AfD e della Cdu e in cui in sostanza si era discussa l’idea di una deportazione di massa per tutti gli immigrati in Germania, anche quelli con passaporto tedesco.

Germania, Scholz sembra arrivato al capolinea: chi potrebbe sostituirlo alla guida del governo
Manifestazioni a Berlino (Getty Images).

Tra disagio economico e sondaggi in picchiata, il governo di Berlino non riesce a uscire dal tunnel

In questo contesto, tra disagio economico e proteste, chi continua a dormire è proprio il governo del cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz, che con la sua coalizione insieme a Verdi e Liberali sembra non uscire dal tunnel, schiacciato da litigi interni e da previsioni nefaste in vista sia delle Europee di giugno sia delle Regionali d’autunno. L’onda negativa da cui Scholz non riesce a scendere è ormai lunga e lo insegue praticamente da poco dopo il suo insediamento, quando si è ritrovato insieme a tutto il governo ad affrontare la crisi in Ucraina con tutti i riflessi politici e soprattutto economici sulla Germania. A Berlino non si è riusciti a trovare la ricetta giusta e in due anni i nodi venuti al pettine sono più dei problemi risolti. Così il bilancio di metà legislatura non può essere che negativo. E di tutto questo il responsabile principale è proprio il cancelliere.

L’Operation Kanzlertausch è vista come unico salvagente per salvare governo e Spd

La situazione pare essersi trasformata in un vicolo cieco, tanto che si sono moltiplicati i rumors secondo cui Scholz potrebbe lasciare già tra qualche mese il Kanzleramt, dando la possibilità al governo di sopravvivere fino al termine del mandato naturale, in scadenza nell’autunno del 2025, e alla Spd di rilanciarsi con un nuovo vertice. il nome c’è già: l’attuale ministro della Difesa Boris Pistorius. Le voci girano dalla scorsa estate e l’Operation Kanzlertausch (Operazione cambio di cancelliere) è vista come il salvagente a cui potrebbe affidarsi la socialdemocrazia tedesca, molto in affanno di questi tempi e data dai sondaggi sotto il 15 per cento, la metà dell Cdu/Csu e dietro l’AfD, seconda con il 20 per cento.

Germania, Scholz sembra arrivato al capolinea: chi potrebbe sostituirlo alla guida del governo
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius (Getty Images).

Riflettori puntati sul ministro della Difesa Boris Pistorius

Pistorius è il politico più popolare in Germania, anche se non ci vuole molto di fronte a quello che offre il governo, tra la ministra degli Esteri verde Annalena Baerbock che accompagna la Germania all’insignificanza sullo scacchiere internazionale e quello liberale della Finanze Christian Lindner che si è ritrovato in cassa un buco di 60 miliardi a sua insaputa, o quasi. Dall’inizio dello scorso anno Pistorius è titolare alla Difesa, chiamato direttamente da Scholz a sostituire la disastrosa Christine Lambrecht. È stato sindaco di Osnabrück, ministro degli Interni in Bassa Sassonia ed è considerato un pragmatico. Parla chiaro e mai a vanvera e ha risollevato agli occhi dei tedeschi l’immagine delle forze armate, dopo il periodo non esaltante in cui il ministero è stato retto per 10 anni consecutivi da tre donne Ursula von der Leyen, Annegret Kramp-Karrenbauer e per ultima appunto Lambrecht. Non è certo una questione di genere ma di competenze, o meglio della loro assenza, che ha trascinato la Bundeswehr, l’esercito tedesco, verso il basso. Pistorius dunque per sostituire Scholz, salvare la Spd e placare un elettorato che sempre più si sta staccando dai partiti di massa, pronto ad abbracciare le ali estreme, quelle a destra soprattutto. Per ora sono solo voci, che pur facendosi insistenti non è detto che si trasformeranno in realtà: certo è che il cancelliere è in estrema difficoltà e chiunque prima o poi lo sostituirà si troverà una Germania da risistemare sul serio.