Germania: la conferenza segreta dell’estrema destra, le proteste contro l’AfD e il rischio boomerang

Stefano Grazioli
18/01/2024

L'incontro di Potsdam sulla Remigration con il leader del Movimento identitario Martin Sellner ha sollevato un'ondata di indignazione nel Paese. Se Alternative für Deutschland è finita nel mirino, la partecipazione di esponenti e simpatizzanti della Cdu è passata in sordina. Ma come accadde in Baviera con i Freie Wähler, le proteste di piazza potrebbero ottenere l'effetto contrario.

Germania: la conferenza segreta dell’estrema destra, le proteste contro l’AfD e il rischio boomerang

Qualche giorno fa un’inchiesta giornalistica del collettivo Correctiv ha sollevato un polverone enorme a Berlino per aver svelato un «piano segreto contro la Germania», questo il titolo del reportage investigativo, raccontando un incontro tenutosi lo scorso novembre in un hotel non lontano da Potsdam di un gruppo di estremisti di destra di varia estrazione: tra loro l’influencer austriaco Martin Sellner, punto di riferimento del Movimento identitario (Identitäere Bewegung) germanofono, che ha illustrato il suo “masterplan” per ‘deportare’ dalla Germania i migranti di ogni dove, pure quelli con il passaporto tedesco. Tra i presenti all’incontro a porte chiuse uno dei due organizzatori della serata: Gernot Möring, dentista di Düsseldorf ormai in pensione conosciuto per le sue simpatie di estrema destra, mentre Hans-Christian Limmer, noto imprenditore nel mondo della gastronomia, ha dato forfait.

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L’inchiesta del collettivo Correctiv.

All’incontro di Sellner erano presenti membri della AfD, della Werteunion e pure della Cdu

E poi una trentina di altri ospiti, tra cui tre uomini della AfD (Alternative für Deutschland), il partito di estrema destra che i sondaggi danno in grande ascesa in vista delle Europee e del voto regionale in tre Länder dell’Est in autunno (Brandeburgo, Turingia e Sassonia), due iscritte alla Werteunion, organizzazione vicina alla Cdu, il partito conservatore guidato ai fino a qualche anno fa da Angela Merkel, e rappresentanti di due altre associazioni di estrema destra, con l’aggiunta di un giurista di Colonia, Ulrich Vosgerau, membro dei cristianodemocratici. Un variegato e ristretto pubblico riunito con lo scopo di discutere il programma di Sellner, basato appunto sul concetto di Remigration, titolo guarda caso del suo ultimo libro pubblicato in Germania da Verlag Antalios, la stessa casa editrice di Verdrehte Welt, la traduzione tedesca de Il mondo al contrario di Roberto Vannacci. Il leader degli Identitari da tempo batte il chiodo sui social e altrove sulle teorie in voga tra le destra estrema di mezzo mondo, dal grande reset alla sostituzione etnica per arrivare appunto all’emigrazione di ritorno.

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Il mondo al contrario di Vannacci nella versione tedesca.

Le similitudini con la conferenza di Wannsee in cui i nazisti nel 1942 pianificarono la Soluzione finale

L’atmosfera dell’incontro del 25 novembre al Landaus Adlon di Potsdam era la stessa che si respirava il 20 gennaio 1942 a villa Marlier, fuori Berlino, dove si tenne la cosiddetta conferenza di Wannsee in cui i nazisti pianificarono la Soluzione finale, lo sterminio degli ebrei in Europa. Con Martin Sellner nei panni dell’Obergruppenführer delle SS Reinhard Heydrich. Questa è la narrazione fatta da Correctiv e da tutti i media che hanno ripreso l’inchiesta, con l’AfD nell’occhio del ciclone per la presenza di Roland Hartwig, braccio destro della leader Alice Weidel. Da tempo il partito guidato da Weidel e da Tino Chrupalla è al centro dell’attenzione per tendenze al limite dell’ordine costituzionale: tre organizzazioni regionali in Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia sono state definite dal Verfassungsschutz (l’Ufficio per la protezione della Costituzione, i servizi segreti interni) dichiaratamente estremiste e sono finite ufficialmente sotto osservazione. La presenza dei tre dell’AfD all’incontro sulla remigrazione ha rilanciato così la richiesta di mettere al bando il partito, sia da parte delle formazioni di governo – socialdemocratici, verdi e liberali – sia da parte dell’opposizione moderata della Cdu-Csu.

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La villa dove si è tenuto l’incontro segreto dell’estrema destra sulla Remigration (getty Images).

L’AfD nel mirino mentre la presenza alla riunione segreta di membri della Cdu è passata in sordina

La campagna elettorale per le elezioni europee è di fatto già iniziata e l’AfD è il nemico comune: non è quindi un caso che la vicenda con al centro l’austriaco Sellner abbia subito generato uno tsunami contro l’Alternativa per la Germania, mentre la presenza dei rappresentanti della Cdu all’appuntamento incriminato è passata in sordina. Certo, il partito di Weidel e Tino Chrupalla appartiene alla destra più radicale, e vari elementi, in primis il numero uno in Turingia Björn Höcke, possono essere definiti estremisti, con posizioni razziste e antisemite, ma la questione è molto più complessa di quello che appare. A partire proprio dai tre membri della Cdu presenti alla corte di Sellner, due dei quali fanno parte della Werteunion (l’associazione Unione dei valori) presieduta da Hans Georg Maßen, capo del Verfassungsschutz sotto Angela Merkel dal 2012 al 2018, gli stessi servizi segreti interni che hanno sonnecchiato per un paio di lustri all’inizio degli Anni 2000, permettendo alla cellula terroristica di estrema destra Nsu di agire indisturbata ammazzando una decina di cittadini tedeschi di origini straniere, e infiltrandosi nella Npd, partito di estrema destra in odore di messa al bando, che però alla fine rimase in campo proprio per i disastri combinati dagli 007.

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Alice Weidel e Tino Chrupalla, leader della AfD (Getty Images).

L’indignazione di piazza e il rischio boomerang come accadde in Baviera con i Freie Wähler

Il baccano provocato scientemente da Correctiv ha portato in questi giorni migliaia di tedeschi in piazza contro l’AfD. Il rischio però è di ottenere l’effetto contrario. Basta ricordare ciò che accadde in Baviera alla vigilia delle Regionali dello scorso anno. Anche in quel caso tutto era partito da una inchiesta giornalistica: si scoprì che Hubert Aiwanger, leader dei Freie Wähler, piccolo partito ultraconservatore e ministro dell’Economia nel governo a Monaco retto dalla Csu di Markus Söder, sarebbe stato da giovane un fervente fan di Adolf Hitler. Lo scandalo non ha però impedito il successo del partito e la sua riconferma, grazie anche alla difesa a oltranza del governatore Söder che potrebbe, tra le altre cose, diventare il prossimo candidato alla cancelleria a Berlino.