Germania, l’Spd vota sulla coalizione ma vola l’ultradestra

19 Febbraio 2018 20.26
Like me!

Ormai nell'aria da settimane in Germania, l'ora del sorpasso viene segnata da un primo sondaggio: il partito populista dell'estrema destra, Alternative für Deutschland, tocca il 16% e supera i socialdemocratici di mezzo punto in un rilevamento della Bild. E questo accade a poche ore dall'apertura del voto dei tesserati, chiamati dal 20 febbraio a pronunciarsi sulla Grosse Koalition di Angela Merkel.

MERKEL PRESENTA LA FUTURA SEGRETARIA DELLA CDU. Una cancelliera di ottimo umore ha invece presentato alla stampa berlinese la futura segretaria generale della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer, presidente uscente del Saarland. E nell'euforia del momento si è spinta ad affermare che fosse «la prima donna a occupare questa posizione nel partito». La correzione è arrivata qualche istante dopo, quando Merkel si è resa conto che il privilegio del primato fosse in realtà toccato a lei: «Ah no. In effetti è la seconda! Questa è stata proprio una défaillance», ha aggiunto, nell'ilarità generale.

SCENARIO PARADOSSALE PER LA SPD. Tutt'altra atmosfera nella sede della Spd, dove i sondaggi tracciano uno scenario paradossale, che vede un partito uscito vincente dal tavolo con la Cdu e la Csu bavarese comunque punito dai suoi elettori, per l'infelice gestione della leadership. Mandato via Martin Schulz, distrutto dal ruolo proprio dopo aver portato a casa un trofeo, la crisi non è finita. E dal 20 febbraio, in un clima segnato dallo scontro interno, i 463 mila iscritti sono chiamati a pronunciarsi sull'opportunità di partecipare al nuovo governo, che affiderebbe loro sei ministri, Finanze incluse, e un programma molto socialdemocratico, nonostante la pesante sconfitta elettorale subita il 24 settembre.

UN VOTO SUL FUTURO DEL PARTITO. Sarà di fatto un voto sul futuro della Spd, la questione che divide i socialdemocratici, che proprio sull'opzione da scegliere per garantirsi la ripresa sono profondamente divisi. Spinti dai giovani di Kevin Kuhnert molti ritengono che l'unica salvezza sia all'opposizione. Mentre tutto l'establishment, guidato in via commissariale da Olaf Scholz, crede che l'Spd debba tornare al governo ed evitare il nuovo drammatico tonfo cui sarebbe esposto se si scegliesse la via delle nuove elezioni. Intanto, di fronte ai sondaggi, i populisti di Alice Weidel hanno subito marcato il riposizionamento di Alternative für Deutschland, che fa da sponda ai "patrioti" anti-islamici di Pegida: «Adesso siamo noi il partito di massa, siamo la seconda forza politica del Paese».

IL PESO DELLA PROTESTA. È chiaro, però, che ci sia una componente di protesta nella crescita degli ultimi giorni. L'Spd è precipitata al 15,5%, mentre l'Afd è salita al 16%. In altri sondaggi, tuttavia, il partito è fermo al 13%. Della crisi dell'Spd approfittano un po' tutti, e anche la Cdu è salita di oltre due punti al 32,5%. Una leggera ripresa che può aiutare Merkel, da giorni sotto pressione proprio per le troppe concessioni fatte ai futuri alleati. La mossa del 19 febbraio, con il passo indietro di Peter Tauber e l'annuncio di promuovere la Karrembauer nel partito, è stata definita da alcuni osservatori come «coraggiosa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *