Ghiacciai alpini dimezzati negli ultimi cento anni

L'allarme del Cnr. Quelli sotto i 3.500 metri sono destinati a scomparire nel giro di 20-30 anni. Minacciato il ghiaccio eterno delle Alpi orientali e centrali.

05 Agosto 2019 17.52
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Ghiacciai alpini dimezzati negli ultimi cento anni. E il ritmo di scomparsa del ghiaccio sulle Alpi è in continuo aumento. Questo è la tragica situazione raccontata dal glaciologo del Cnr, Renato Colucci. «Nell’ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno perso il 50% della loro copertura. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni», ha spiegato Colucci.

QUELLI SOTTO I 3.500 METRI DESTINATI A SPARIRE

«I ghiacciai alpini si stanno ritirando a una velocità senza precedenti in migliaia di anni. I ghiacciai delle Alpi sotto i 3.500 metri di quota sono destinati a sparire nel giro di 20-30 anni. Le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza sotto questa quota», ha precisato.

LE TEMPERATURE DEGLI ULTIMI 15 ANNI INCOMPATIBILI

Quello che ci dicono i carotaggi fatti sui ghiacci di Groenlandia e Antartico – spiega ancora il glaciologo – è che nell’ultimo secolo l’aumento della CO2 nell‘atmosfera è stato cento volte più rapido che in qualsiasi altra epoca negli ultimi 800mila anni. E la responsabilità non può che essere dell’uomo». «Dalla metà degli anni Ottanta, le temperature vanno solo in salita», ha proseguito Colucci che è membro del Comitato glaciologico italiano. Fino ad allora, anche sotto i 3.000 metri, d’estate rimaneva sempre un po’ di neve sopra il ghiaccio, che lo preservava e creava la riserva necessaria per formarne di nuovo. Ma oggi, osserviamo spesso la quasi completa asportazione del manto nevoso in estate. Il ghiaccio rimane esposto al sole e si fonde. Se prendiamo la media delle temperature degli ultimi 15 anni, questa non è compatibile con l’esistenza di ghiacciai sotto i 3.500 metri».

MINACCIATI I GHIACCI ETERNI DI ALPI ORIENTALI E CENTRALI

Secondo Colucci, se non si ferma il riscaldamento globale, nel giro di pochi decenni potrebbero ridursi drasticamente, fino quasi a scomparire, i ghiacci eterni dalle Alpi Orientali e Centrali. Rimarrebbero solo sulle Alpi Occidentali, quelle più alte. Il fenomeno della fusione dei ghiacci non riguarda solo le Alpi, ma tutte le catene montuose del mondo, dalle Ande all‘Himalaya, i due poli e le steppe artiche. «Paesi come Perù, Cile e India contano sui ghiacciai montani per l’approvvigionamento idrico, e potrebbero avere problemi», ha concluso Colucci. «La sparizione dei ghiacci polari potrebbe sommergere isole e località costiere. Ai tassi attuali di fusione, la sola Groenlandia contribuirà ad un aumento di livello marino tra 5 e 30 cm, senza considerare tutte le altre fonti. E lo scongelamento del permafrost, il terreno ghiacciato delle steppe, libererebbe enormi quantità di metano, il gas serra con l’effetto maggiore»

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