Giallo sul Nobel

Redazione
09/10/2010

Doveva incontrarlo il 10 ottobre, abbracciarlo e congratularsi con lui per il premio Nobel che ha gettato nel panico il...

Giallo sul Nobel

Doveva incontrarlo il 10 ottobre, abbracciarlo e congratularsi con lui per il premio Nobel che ha gettato nel panico il regime cinese. Ma di Liu Xia, moglie del dissidente Liu Xiaobo, insignito l’8 ottobre del premio per la Pace non si hanno più notizie. Il timore è che sia stata arrestata mentre la polizia la scortava a Jinzhou, dove da dicembre è detenuto il marito.
L’ultimo messaggio della donna a Radio Free Asia risale alla sera dell’8 ottobre: «Sto preparando la valigia. La polizia mi accompagna». Da allora non se ne hanno più notizie e il timore è che sia stata arrestata.
Dissidenti e amici della coppia che vivono a Pechino dicono che non sono più riusciti a mettersi in contatto con lei. L’ultima notizia che hanno di Xia è che la polizia la stava accompagnando nella prigione dove suo marito dovrà scontare 11 anni per «incitamento alla sovversione del potere dello Stato».

Xia era piena di gioia

Appena appresa la notizia del Premio, la donna aveva detto di essere «sopraffatta dalla gioia» per il riconoscimento ottenuto dal marito ma di pensare che le autorità l’avrebbero condotta a Jinzhou per impedirle di incontrare i giornalisti stranieri.
Liu Xiaobo, 54 anni, è in prigione dal 2008 e nel 2009 è stato condannato ad 11 anni di reclusione per “istigazione alla sovversione”. L’accusa si è basata sul ruolo da lui ricoperto nell’elaborazione di Charta08, un documento (leggi la storia del documento e il testo completo) a favore della democrazia che è stato sottoscritto da migliaia di cittadini cinesi.

Per Pechino il premio è un’oscenità

Intanto nella Repubblica popolare, i mezzi d’informazione nazionale hanno continuato a tacere sull’assegnazione del Nobel al dissidente imprigionato, mentre decine di cinesi sono stati arrestati perché volevano celebrare Liu Xiaobo.
Nessuna notizia è venuta dai tg della televisione di Stato, la Cctv, che al contrario nei giorni scorsi hanno riportato con rilievo le assegnazioni degli altri premi Nobel. Ricercare su Internet le parole ”Nobel” o ”Liu Xiaobo” è impossibile e i tentativi provocano un blocco del collegamento.
Il giornale del Partito Comunista cinese si limita a riportare il comunicato diffuso l’8 ottobre dal ministero degli esteri nel quale la vittoria di Liu viene definita «un’oscenità». Per il Global Times, al comitato del Nobel «piacerebbe vedere la Cina divisa da una guerra ideologica e magari
disintegrata come l’ Unione Sovietica».
Quello che spaventa il Partito comunista cinese, ha spiegato il 9 ottobre il quotidiano americano Washington Post, è che il Nobel a Liu Xiaobo possa spingere altri a ribellarsi contro il regime, anche in modo violente e per ragioni economiche più che politiche.