Le ripercussioni del caso Giambruno nel governo e in Mediaset

Luca Di Carmine
26/10/2023

Sulla vicenda gli animi si stanno raffreddando. Ma dopo il terremoto una cosa è certa: Meloni non si fiderà più di Forza Italia. Anche a Cologno le scosse continuano. In una riunione infuocata è stato chiesto conto a Crippa, potente capo dell'informazione, come l'ex first gentleman sia arrivato alla conduzione. Ma lui ha risposto di aver obbedito solo a ordini superiori.

Le ripercussioni del caso Giambruno nel governo e in Mediaset

Ora sulla faccenda dovrà depositarsi un po’ di polvere. Lasciare che passi del tempo, per ragionare a mente più fredda, meno sull’onda delle emozioni e del risentimento. Ma la vicenda Giambruno è destinata a lasciare un segno sul futuro dei rapporti nella maggioranza di governo. Nonostante le rassicurazioni prima di Pier Silvio Berlusconi e poi, pubblicamente, di Marina, Giorgia Meloni non si fiderà più del tutto di Forza Italia e, di rimbalzo, del mondo Mediaset. Di questo, nonostante la formalità delle dichiarazioni ufficiali, sono convinti molti parlamentari meloniani e forzisti.

I sospetti di Meloni su Mediaset e sull’autonomia di Ricci

Il problema è che Giorgia Meloni è un animale tutto politico: è solo la politica a muovere il mondo, non altro. Per lei, romana, cresciuta tra le sezioni di partito e i palazzi del potere, risulta inconcepibile che un’operazione come quella di Striscia la notizia sia frutto unicamente dell’intuizione di Antonio Ricci e non ci sia dietro non diciamo una “manina”, ma almeno una “sponda” dei Berlusconi o del partito. Impossibile che Ricci si sia mosso da solo e nessuno, a Cologno Monzese o ad Arcore, non fosse informato. Ma soprattutto la premier imputa al partito e ai figli del Cav, una volta andata in onda la prima puntata, di non aver mosso un dito per fermare la seconda, quella più “tosta”, determinante in quello che poi è successo col famoso post di rottura. Anche perché, si sussurra dentro FdI, se si fosse trattato solo di una questione di cuore, Giorgia se lo sarebbe anche tenuto, Andrea Giambruno. Il problema, però, è (ed era già) tutto politico. La decisione di interrompere la relazione col padre di sua figlia è stata presa unicamente per mettere al riparo la sua premiership e il suo governo dalle polemiche presenti e, soprattutto, future.

Le conseguenze del caso Giambruno sul governo e Mediaset
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Adesso la premier deve guardarsi non solo da Salvini ma pure da Forza Italia e soprattutto dai ronzulliani

Ora, però, Meloni del partito berlusconiano non si fida più. Quel rapporto che si era andato via via consolidando con la famiglia dopo la morte del patriarca s’è dissolto nello spazio di due puntate di Striscia. E sarà impossibile recuperarlo. «Non c’è stato alcun input di colpire Mediaset o Forza Italia da parte della premier. Sottolineare che però non ci saranno trattamenti di favore per nessuno significa che, se prima poteva esserci un occhio di riguardo per il Biscione, ora quell’attenzione verrà meno. Giorgia dei forzisti non si fiderà più. D’ora in poi sarà ancora più guardinga, con due occhi davanti e due dietro…», osserva con Lettera43 un autorevole esponente del partito meloniano sotto anonimato. Che non è proprio una bella vita, perché in realtà Meloni un nemico in casa ce l’aveva già e risponde al nome di Matteo Salvini che, un giorno sì e l’altro pure, tenta di rubarle la scena creandole non pochi grattacapi. Così, se prima Meloni doveva tenere la guardia alta solo con la Lega, ora sarà costretta a farlo pure coi berluscones. Dove, tra l’altro, la fazione che non l’ha mai amata capitanata da Licia Ronzulli (che non ha dimenticato quando la “sora Giorgia” pose il veto al suo ingresso nell’esecutivo) ha rialzato la testa e chiede un partito più combattivo, sul “modello Lega”, non più sdraiato su Palazzo Chigi. Vedremo come e dove questo nuovo sentimento anti-forzista della Presidente del consiglio si manifesterà nei prossimi mesi.

Le conseguenze del caso Giambruno sul governo e Mediaset
Mauro Crippa, capo dell’Informazione Mediaset (Imagoeconomica).

A Cologno Crippa finisce sotto accusa per la promozione di Giambruno alla conduzione

Poi c’è Mediaset. Qui se il caso Giambruno è stato risolto facendolo sparire dal video, in una “caliente” riunione tra azienda e vertice dell’informazione si è discusso del perché a un personaggio simile sia stata affidata la conduzione di un programma. E sotto accusa è finito il potente capo dell’Informazione, Mauro Crippa. Che però, in questo caso, a quanto pare si sarebbe limitato a eseguire ordini provenienti dall’alto. Una volta siglata la pax tra Marina e Giorgia nel gennaio scorso, infatti, era nell’ordine delle cose che l’azienda avrebbe dovuto accontentare il first gentleman, suo dipendente. E il suo unico desiderio era condurre un programma. Così è stato. Ma il caso Giambruno è stata l’occasione anche per fare un minimo di auto coscienza su questo inizio di stagione. Perché se la Rai è in crisi nera di ascolti, Mediaset non può certo brindare a champagne. Se Paolo Del Debbio, Mario Giordano e Gianluigi Nuzzi tengono piuttosto bene, Pomeriggio 5 con Myrta Merlino, Stasera Italia di Nicola Porro e la versione week end con Augusto Minzolini sono un disastro. E pure Bianca Berlinguer non ha portato i risultati sperati: partita col botto, s’è assestata sui numeri risicati che faceva in Rai, ben al di sotto di Giovanni Floris. Insomma, qualche problemino a Cologno c’era già. Poi è arrivata pure la ciliegina Giambruno, che ha fatto pure perdere una vagonata di milioni al titolo in Borsa (per l’esattezza 151 in 48 ore).