Redazione

Gli attacchi poco opportuni di Gaiani al ministro Trenta

Gli attacchi poco opportuni di Gaiani al ministro Trenta

Il direttore di Analisi Difesa attacca sulla sua rivista la titolare di Palazzo Baracchini. Tutto lecito. Tranne il fatto che da agosto 2018 è nello staff del Viminale con uno stipendio di 65 mila euro l’anno.

13 Giugno 2019 09.59

Like me!

Criticare – in modo civile, va da sé – l’operato di un ministro della Repubblica è un diritto sacrosanto. Per un giornalista soprattutto. E così non stupisce che Gianandrea Gaiani, direttore e fondatore di AnalisiDifesa.it, bocci la gestione di Palazzo Baracchini.

L’ATTACCO ALLA MINISTRA TRENTA

L’ultimo articolo del direttore a lei dedicato risale a una manciata di giorni fa. Il titolo parla da sé: «Difesa, il flop della ministra Trenta». Gaiani, che mette in dubbio l’«autoproclamata (ma celebrata anche da molti giornali) esperienza nel settore specifico» di Trenta, stende un bilancio assolutamente negativo dell’operato della ministra. Trenta sconta «inadeguatezza» e «fragilità politico-istituzionale». È messa sotto accusa persino per la realizzazione «di video e le foto buonisti (e tecnicamente improvvisati) in occasione del 4 novembre». Senza parlare della «decisione di dedicare la cerimonia del 2 Giugno alla “inclusività”». È dunque comprensibile, è il ragionamento di Gaiani, che Trenta sia entrata già mesi fa «nella rosa delle possibili vittime di un rimpasto di governo indicata da molti giornali, insieme a Danilo Toninelli, Giulia Grillo e Sergio Costa».

UNA QUESTIONE DI OPPORTUNITÀ

Tutte critiche legittime e magari anche fondate. Se solo Gianandrea Gaiani lo scorso agosto non fosse entrato nello staff del ministro dell’Interno Matteo Salvini con l’incarico di consigliere per le politiche della Sicurezza: stipendio 65 mila euro l’anno. Tra l’altro Gaiani ha tenuto i contatti con i Think tank Usa che il leader della Lega visiterà durante la sua visita negli States.

Nessun conflitto di interesse, viene sottolineato sul sito del Viminale. Forse però il “conflitto” è di opportunità. Non si è mai visto un consigliere del ministro dell’Interno usare una testata terza per attaccare un altro membro del governo.

L’INNER CIRCLE SALVINIANO

Una cosa però è certa: non si può tacciare Gaiani di incoerenza. Da sempre promotore della linea dura contro l’immigrazione nel 2016 scrisse con Gian Carlo Blangiardo, attuale presidente Istat in quota Lega criticato per le sue posizioni su ius soliaborto e famiglia, e l’ex senatore di An Giuseppe Valditara, nominato capo dipartimento per l’Università presso il Miur e direttore della rivista sovranista Logos, il libro Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne editore) che a Milano venne presentato tra gli altri anche da Salvini e da Marcello Foa, attuale presidente Rai. A inizio 2019 Gaiani ha poi firmato l’introduzione di Inferno Spa. Viaggio tra i protagonisti del business dell’accoglienza scritto da Francesca Totolo per Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound che ha pubblicato il libro biografia proprio di Salvini. E il cerchio, un cerchio, si chiude.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *