Russiagate, Savoini ascoltato dai pm di Milano

Terminato l'interrogatorio del presidente dell'associazione Lombardia Russia, indagato per corruzione internazionale: si è avvalso della facoltà di non rispondere.

15 Luglio 2019 14.27
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Gianluca Savoini, il presidente dell’associazione Lombardia Russia indagato nell’inchiesta della procura di Milano per corruzione internazionale, si è presentato davanti ai pm dopo aver ricevuto un invito a comparire per l’interrogatorio. Interrogatorio che ha preso il via poco dopo le 16 e ha avuto breve durata: Savoini si è avvalso della facoltà di non rispondere. In mattinata per circa due ore l’aggiunto e i due pm si erano riuniti per fare il punto dell’indagine. «Non abbiamo chiesto, né visto né preso un euro di finanziamento dall’estero», ha intanto ribadito Matteo Salvini. «Mi occupo di vita reale e non di spionaggio. Punto. Non intendo più parlare di soldi che non ho mai visto né chiesto».

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OCCHI SU GIANLUCA MERANDA

Oltre a Savoini, inquirenti e investigatori della Gdf, che stanno pensando a una rogatoria e ad accertamenti su flussi di denaro Russia-Italia, dopo le opportune verifiche e procedure di identificazione, di certo convocheranno, o come persona informata sui fatti o come indagato, colui che ha affermato di essere il «banchiere Luca» di cui si parla nella registrazione e cioè il secondo italiano presente al Metropol. Si tratta di Gianluca Meranda, avvocato con simpatie per Matteo Salvini, che dice di aver incontrato «in occasioni pubbliche» e di aver visto più volte anche Savoini.

IL RUOLO DI CLAUDIO D’AMICO

Nella lista delle persone da ascoltare non è escluso possa esserci pure Claudio D’Amico. Si tratta del «consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini», ha spiegato in una nota Palazzo Chigi dopo una serie di verifiche, «il quale, tramite l’Ufficio di vicepresidenza» avrebbe “sollecitato” l’invito di Savoini al Forum Italia-Russia, in virtù del suo ruolo di presidente dell’associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del premier di inoltrarlo «agli organizzatori del Forum».

DI BATTISTA VA ALL’ATTACCO DI SALVINI

Intanto, contro Salvini si è schierato apertamente anche Alessandro Di Battista. «Da qualche giorno non si sta parlando di Ong», ha detto il pentastellato. «Lo show dell’immigrazione dove tutti recitano la loro parte costringendo gli africani al ruolo di comparsa, per qualche ora si è fermato. Oltretutto Salvini il bugiardo è impegnato a mentire (la sua difesa sul caso Russia-Savoini è ridicola). Fino a quando il diritto a emigrare verrà considerato più importante del diritto a non emigrare l’impero mediatico-finanziario-liberista trionferà. E morirà l’Africa».

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