Il Giappone è sulla Luna, ci sono speranze di riaccendere la navicella Slim

Fabrizio Grasso
22/01/2024

Solo tre ore dopo l’atterraggio sulla superficie del satellite di venerdì 19 gennaio, il lander è stato spento per problemi al sistema delle batterie. Se la luce del Sole lo colpisse nel punto giusto, la missione potrebbe ancora salvarsi.

Il Giappone è sulla Luna, ci sono speranze di riaccendere la navicella Slim

C’è ancora speranza per la missione Slim del Giappone, che ha consentito al Sol Levante di diventare solo il quinto Paese ad effettuare un atterraggio morbido sulla Luna. Venerdì 19 gennaio infatti, ad appena tre ore dall’arrivo sulla superficie, gli scienziati della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa), avevano dovuto spegnere il lander per consentire un possibile recupero del veicolo. Si erano infatti accorti che le celle solari erano rivolte a ovest, lontano dal Sole, e non potevano dunque generare elettricità. Un cambiamento delle condizioni di illuminazione potrebbe però far ripartire il programma. «Se in futuro il Sole colpirà la Luna da ovest, crediamo ci sia la possibilità di avere energia», ha spiegato l’agenzia nipponica in una nota ufficiale. «Ci stiamo dunque attualmente preparando per il ripristino». Con Slim, Tokyo si è unita così a Stati Uniti, ex Unione sovietica, Cina e India come nazione capace di effettuare l’allunaggio.

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Missione Slim, cos’è successo al lander del Giappone sulla Luna

La missione Slim, acronimo di Smart Lander for Investigating Moon, conosciuta anche con il nome di Moon Sniper, sfrutta le più avanzate tecnologie di precisione per l’atterraggio sul suolo lunare. Una volta arrivata sul satellite, ha però riscontrato i primi grossi problemi relativi all’alimentazione, in quanto non è riuscita a confermare che le batterie stessero generando nuova energia. «Abbiamo scollegato tutto secondo le nostre procedure con il 12 per cento di ricarica restante», hanno affermato dall’agenzia Jaxa. «Abbiamo dovuto agire per evitare una situazione in cui il riavvio sarebbe ostacolato». Prima che l’intero sistema si azzerasse completamente, si è presa la decisione di mettere la navicella in stand-by. Prima dello spegnimento, però, il controllo della missione è riuscito a raccogliere con successo i dati e le immagini della discesa, nonché nuovi dettagli sulla difficile situazione di Slim. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti nel prossimo futuro.

Il Giappone è sulla Luna, quinto Paese si sempre. La navicella Slim però è spenta per problemi alle batterie. In attesa della luce del Sole.
Uno dei rover a bordo della missione Slim del Giappone (Getty Images).

«Siamo sollevati e cominciamo a emozionarci dopo aver confermato l’ottenimento di una grande quantità di dati», hanno spiegato gli scienziati. Fondamentali per la ripartenza risulteranno i giorni successivi all’allunaggio. Le missioni infatti tendono a partire sempre all’inizio di quello che gli esperti chiamano giorno lunare, ossia il periodo che inizia dall’alba sull’orizzonte orientale e finisce dopo circa due settimane con il tramonto a ovest. Stando alle informazioni fornite dagli astronomi del Giappone, come previsto Slim è atterrato durante il mattino lunare. Se le celle sono rivolte a ovest come si suppone, si dovrà attendere il pomeriggio affinché catturino la luce del Sole per ricaricare le batterie. A bordo due rover e una telecamera a infrarossi per studiare la geologia locale.

Caratteristiche e obiettivo della missione lunare di Tokyo

Come detto, la missione Slim è anche nota con l’appellativo di «cecchino lunare». Il soprannome deriva dal fatto che, tramite gli strumenti a disposizione, può atterrare puntando a un’area di appena 100 metri, ben più piccola rispetto ai diversi chilometri solitamente necessari. Un risultato raggiunto grazie anche ai dati ottenuti dai due precedenti fallimenti del Giappone, con le missioni Omenotashi e iSpace rispettivamente del 2022 e 2023. La prima faceva parte del programma Artemis della Nasa mentre la seconda si è schiantata sulla Luna. L’obiettivo primario del lancio era studiare un cratere del satellite dove si ritiene che il mantello, lo strato sottostante la crosta, sia scoperto e dunque studiabile. L’analisi delle rocce potrebbe infatti dare maggiori informazioni circa l’origine e lo sviluppo del nostro stesso pianeta. Prima di puntare alla Luna, Jaxa aveva portato con successo le sue sonde sugli asteroidi Itokawa e Ryugu fra 2005 e 2018.

Il Giappone è sulla Luna, quinto Paese si sempre. La navicella Slim però è spenta per problemi alle batterie. In attesa della luce del Sole.
Masaki Fujimoto di Jaxa durante la conferenza per Slim (Getty Images).