Buffon, la fissa per il trading online e la serie di flop nel mondo degli affari

Pippo Russo
06/12/2023

Da quando ha lasciato il campo, Gigi ama reinventarsi. Essere capo delegazione azzurro non gli basta più. Socio della piattaforma Oqtima, eccolo così dissertare in Rete di yen e politica monetaria giapponese (sic). Ma dopo i flop di Zucchi e della Carrarese e le performance non brillanti della GB Holding, era proprio necessaria un'altra uscita spericolata nel business?

Buffon, la fissa per il trading online e la serie di flop nel mondo degli affari

Lo yen e l’arte della manutenzione del post-carriera. A Gigi Buffon una vita sola non basta. Gli serve variare, provare nuove avventure. E pazienza se nelle uscite fuori dal calcio dimostra un’imperizia che se avesse esibito nelle uscite fuori dall’area di porta non sarebbe andato oltre i campionati Csi. Lui persevera, prova e riprova, batte nuove strade coi piedi e nuovi muri con la fronte. Per adesso sappiamo quale parete a secco è entrata nel mirino: il trading online.

Buffon, la fissa per il trading online e la serie di flop nel mondo degli affari
Il ct della Nazionale Luciano Spalletti con Gigi Buffon (Getty Images).

Quella lezione sulla politica monetaria giapponese e l’ingresso come socio di Oqtima

Lo ha rivelato nel corso di un’intervista concessa a Marco Cesario su YouTube, nel corso della quale si è messo a sdottorare di politica monetaria giapponese e di svalutazione dello yen. Invero, il tono e l’argomentare suonano parecchio da studente al primo anno di istituto tecnico per ragionieri, ma magari sarà stata l’emozione del momento.  Ci limitiamo ad annotare che il nostro eroe è diventato socio di Oqtima, piattaforma di trading online che in queste ore sta beneficiando di ampia copertura mediatica proprio perché associata al nome dell’ex portiere della Juventus e della Nazionale. Un sincero augurio per entrambe le parti. Anche se i precedenti del Buffon imprenditore non sono il massimo degli auspici.

Dalla Zucchi alla Carrarese: gli insuccessi negli affari

Gigi ha deciso di chiudere la carriera soltanto nell’estate del 2023, prendendosela comoda. Ha annunciato la decisione quando già i compagni di squadra del Parma, l’ultima squadra per la quale ha giocato, erano in ritiro. Lui si era concesso un supplemento di vacanze perché non gli riusciva di prendere una decisione. E quando infine ha scelto di appendere i guanti al chiodo si è ritrovato pronto un ruolo di capo-delegazione della Nazionale azzurra. Esempi che servono a fare capire quanto il mondo del calcio continui a riservargli una riverenza dovuta al fuoriclasse che è stato sui campi da gioco. Peccato che in altri campi le cose siano andate parecchio male. A cominciare dall’investimento nella Zucchi, marchio storico del tessile italiano che l’ex portiere provò a salvare e rilanciare in un momento di crisi. Nel 2009 ne divenne socio di maggioranza. Risultato: l’azienda andò comunque in fallimento nel 2015 e Buffon ci rimise circa 20 milioni di euro. E si dirà che a causare il flop sia stata l’inesperienza nel campo specifico. Ma, ahilui, le cose sono andate male anche quando ha provato a mettere le mani nel mondo del calcio. Il suo tentativo di rimettere in carreggiata la Carrarese, società della sua città, si è risolto in una prosecuzione dell’agonia. La decisione di cedere la società a un imprenditore romano è stata l’anticamera del fallimento, arrivato soltanto un anno dopo. C’è poi il ramo immobiliare, che dall’ex portiere viene gestito tramite la GB Holding. Anche in quel caso pare che le cose stiano andando in modo non esaltante.

Buffon, la fissa per il trading online e la serie di flop nel mondo degli affari
Gigi Buffon, capo delegazione azzurro, con la compagna Ilaria D’Amico (Getty Images).

Per scoprire che lo yen almeno da tre anni non è più bene rifugio bastava navigare sul web

Gli insuccessi non lo piegano e questo depone a suo favore. La perseveranza non è in assoluto un difetto. E in fondo a lui piacciono le scommesse, detto senza ironia alcuna. Il trading online lo è, e anche di quelle impegnative. Per questo richiederebbe un’attenzione speciale, vista la volatilità di valori e capitali. In questo senso, Gigi è pronto abbastanza? A giudicare da quanto ascoltato nel corso dell’intervista gli consiglieremmo massima prudenza, se proprio ha deciso di non astenersi. Perché immaginarsi la scena di lui che si collega dalle 8 e mezza alle 9 e mezza di mattina, in cerca di notizie di finanza e geopolitica (sic!), per poi dedicarsi a altre faccende nel corso del giorno è cosa grottesca. Allo stesso modo in cui lo è quella teoria sui mercati che starebbero punendo la Banca centrale giapponese (c’entrerà mica George Soros anche qui?). Quanto allo yen come bene rifugio, basta farsi un giretto per internet a leggere il fiorire di pagine in cui si spiega come almeno da tre anni non lo sia più. Serve proprio un’altra uscita spericolata nel mondo degli affari?