Paolo Madron

Il gravissimo appoggio del governo italiano ai gilet gialli francesi

Il gravissimo appoggio del governo italiano ai gilet gialli francesi

08 Gennaio 2019 08.51
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La questione è molto semplice, ma di rilevanza enorme: il governo italiano, per bocca dei suoi due vicepremier, ancorché con toni diversi, appoggia la rivolta dei gilet gialli in Francia. Ovvero appoggia un movimento irriducibilmente antagonista nei confronti verso l’ordine costituito, tanto che ha deciso di diventare un partito e, immaginiamo noi, presentare una sua lista alle prossime imminenti elezioni europee. Dove sta lo scandalo? Beh, è la prima volta che tra partner e fondatori dell’Unione europea accade una cosa simile. Resa ancora più vistosa dal fatto che non si tratta di un piccolo Stato tra i 27 che la compongono, ma della Francia, Paese di confine e storico alleato dell’Italia.

COSÌ VA A PEZZI L'UNIONE

L’iniziativa di Palazzo Chigi è più devastante di tutte le prese di posizione che, specie durante l’ultima campagna elettorale, hanno avuto Bruxelles come bersaglio e la moneta unica come il suo primo simbolo da abbattere. Se un alleato si sfila e appoggia apertamente movimenti che oltretutto contemplano il ricorso alla violenza come metodo di lotta politica (sabato scorso ha tentato di sfondare con una ruspa l’ingresso di un ministero), vuol dire che quell’alleanza è carta straccia. Che la solidarietà tra le nazioni che hanno accettato di far parte di una unione, ancorché imperfetta e in crisi, è carta straccia.

Con l’endorsement ai gilet gialli l’Italia si iscrive a pieno titolo all’internazionale sovranista con l’obiettivo di conquistare Bruxelles e riscrivere i trattati. Come Paesi che hanno il sacro culto dei confini nazionali, e in sommo disprezzo la libera circolazione degli uomini e delle merci, possano costruire una nuova Europa è tutto da vedere. Specie quando su questioni cruciali, come l’immigrazione, sono in aperto contrasto tra di loro.

SE ROUSSEAU (IL SOFTWARE) PARLA FRANCESE

L’appoggio italiano ai riottosi francesi non è derubricabile a un caso isolato di ingerenza, ma è una presa di posizione politica senza precedenti: tra chi devasta e si rende protagonista di reiterati episodi di violenza e la Republique il nostro governo sta con i primi. E i 5 Stelle addirittura offrono il loro fattivo sostegno, la piattaforma Rousseau (visto i bachi, fossI i gialli di Francia diffiderei) e un loro esponente definisce Macron, presidente democraticamente eletto e di cui si è liberi di pensare tutto il male francese, come di un usurpatore dell’Eliseo su mandato di una nota banca d’affari internazionale.

LA DOTTRINA MITTERAND? ERA DIVERSO

Non vale nemmeno la tesi di chi tenta di fare di tutta l’erba un fascio, ricordando come anche la dottrina Mitterand fu negli anni di piombo benevolmente protettiva verso quegli italiani che fiancheggiarono e in qualche caso appoggiarono apertamente il terrorismo rosso. Ecco cosa disse il presidente francese in un famoso discorso che la teorizzava: «Sì, ho deciso l'estradizione, senza il minimo rimorso, di un certo numero di uomini accusati d'aver commesso dei crimini. Non ne faccio una politica. Il diritto d'asilo, essendo un contratto tra chi ne gode e la Francia che l'accoglie, è sempre stato e sempre sarà rispettato; del resto non era stato, in questa circostanza, richiesto in tempo utile. Mi rifiuto di considerare a priori come terroristi attivi e pericolosi degli uomini che sono venuti, in particolare dall'Italia, molto tempo prima che esercitassi le prerogative che mi sono proprie, e che si erano appena ritrovati qui e là, nella banlieu parigina, pentiti… a metà, di fatto … non saprei, ma fuori dai giochi. Tra di loro, senza dubbio, una trentina di terroristi attivi e implacabili. Sono quelli che non controlliamo, nel senso che non sappiamo dove siano! Si dice che siano in Francia? La Francia è comunque un Paese – non potendo dire come sarà domani – dove c'è stata un'esperienza meno sanguinosa che altrove, anche se comunque troppo sanguinosa. Ma io dico chiaramente: la Francia è e sarà solidale coi suoi alleati europei, nel rispetto dei suoi principi, del suo diritto: sarà solidale, rifiuterà ogni protezione diretta o indiretta del terrorismo attivo, reale, sanguinario».

DALL'ITALIA UN INCITAMENTO ALLA SOVVERSIONE

L’appoggio italiano ai ribelli francesi non è comprensione politica del movimento e attenzione alle istanze che porta avanti. E’ un vero e proprio atto di incitamento alla sovversione: è come se per le strade di Parigi sfilassero indossando un gilet giallo anche Di Maio e Salvini.

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