Settimo sabato di proteste dei gilet gialli in Francia

Settimo sabato di proteste dei gilet gialli in Francia

29 Dicembre 2018 12.52
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Dopo il "sesto atto" del 22 dicembre, il 29 dicembre i gilet gialli sono tornati in piazza – timidamente – per il settimo sabato di fila. Cortei sono stati organizzati a Parigi ma anche in altre città come Marsiglia, Lione, Tolosa, Rouen, Strasburgo e Bordeaux. Il movimento nato contro il caro-carburante pare comunque essersi sgonfiato, settimana dopo settimana: sabato scorso il ministero dell'Interno francese aveva contato non più di 38.600 manifestanti, contro i 66 mila della settimana precedente e i 282 mila della prima giornata di mobilitazione, il 17 novembre scorso. Secondo molti gilet, però, la bassa affluenza degli ultimi tempi di mobilitazione è da ascrivere solo alle feste: a gennaio è prevista una ripresa. «È necessario che tutti si rendano conto che non siamo pronti a fermarci. Il movimento non è morto», ha detto alla Afp ripreso da Le Figaro, Thierry, carrozziere di 51 anni. «Non siamo contro le tasse», gli ha fatto eco Monica, 22 anni, «ma non è possibile che siano sempre gli stessi a pagare sempre di più».

Nella Capitale ai manifestanti è stato chiesto di presentarsi con un rossetto rosso o un tappo di sughero, oltre al classico gilet catarifrangente. Nessun gruppo è arrivato sugli Champs Elysées, teatro delle guerriglie dei sabati precedenti. Ci sono stati anche momenti di tensione, con scontri con la polizia che risposto lanciando lacrimogeni, ed effettuando diversi fermi. Va detto che per l'Act VII, gli organizzatori hanno deciso di non svelare in anticipo i punti di ritrovo per non dare un vantaggio alle forze dell'ordine. A Parigi, per esempio, il punto di incontro è stato reso noto solo a fine mattina ed era la sede di Bfm tv del gruppo Altice (dove hanno sede anche Libération, Rmc e l'Express) nel 15esimo arrondissement, proprio a fianco del ministero della Difesa. L'obiettivo, si legge sui social, è protestare contro i media per il trattamento riservato al movimento. Davanti all'edificio si sono ritrovate alcune centinaia di persone scandendo slogan contro i giornalisti accusati di minimizzare le proteste e favorire la politica del presidente Emmanuel Macron e i potentati economici.

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A Marsiglia, alla porte d'Aix nei pressi dell'Arc de Triomphe della città, hanno manifestato un migliaio di gilet circondati da palloni gialli al grido di «Macron, démission!». Con loro anche Priscilla Ludosky, una delle "madrine" dela protesta. «Vogliamo avere maggiore potere d'acquisto e dire la nostra sulle decisioni del governo», ha dichiarato la promotrice della petizione online, lo scorso ottobre, contro il rincaro dei carburanti a Libé. Anche lei è convinta che il movimento continuerà la sua strada nel 2019. Perché, ha ricordato, «gli annunci del governo non sono sufficienti».

BARRICATE E INCENDI A ROUEN E TOLOSA

Tensione invece a Rouen, capoluogo della Normandia, dove è stato incendiato l'ingresso della Banca di Francia e sono state innalzate barricate in strada. Anche in questo caso la polizia ha risposto lanciando lacrimogeni. Stando al resoconto di Normandie Actu i gilet gialli erano tra gli 800 e i 1.000.

A Tolosa, nel Sud del Paese, sono stati appiccati roghi in centro e si sono registrati scontri tra i gilet e le forze dell'ordine che hanno risposto al lancio di sampietrini con i lacrimogeni. La pagina Facebook «Gilets Jaunes Toulouse» aveva chiamato i simpatizzanti a «un Atto VII di buone feste a Macron».

NOVE MORTI DALL'INIZIO DELLA PROTESTA

In settimana si è aggravato il bilancio delle vittike della protesta. il 20 dicembre è infatti morto un manifestante di 61 anni travolto durante un corteo ad Agen, in Nuova Aquitania da un mezzo pesante. L'autista è stato posto in stato di fermo. Secondo il giornale Sud Ouest, l'incidente è avvenuto nei pressi del pedaggio autostradale Passage-d'Agen. Si tratta della nona vittima dall'inizio della contestazione.

LA PREOCCUPAZIONE DEI COMMERCIANTI FRANCESI

Cresce anche la preoccupazione dei commercianti francesi, in particolare quelli parigini, che avevano chiesto di poter anticipare l'inizio dei saldi per tentare di recuperare parte degli incassi perduti durante i sei weekend di protesta. La data di inizio delle vendite sottocosto è al momento fissata al 9 gennaio, mentre la richiesta è di anticiparla al 2-3 del mese. Francis Palombi, presidente della Confederazione dei commercianti indipendenti di Francia (Cdf), ha parlato di una perdita media del 25% degli introiti per i propri associati.

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GILET GIALLI ANCHE IN OLANDA

Il 29 dicembre ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti anche all'Aja, in Olanda, durante il corteo dei gilet gialli al quale hanno preso parte tra le 150 e le 200 persone. Gli agenti a cavallo hanno disperso la protesta, dopo che i manifestanti hanno lanciato contro di loro pietre e petardi. Secondo una nota della polizia, gli agenti hanno dovuto usare la forza per fermare i dimostranti che volevano sfondare il cordone delle forze dell'ordine. Otto manifestanti sono stati arrestati. Il corteo è stato organizzato davanti agli uffici governativi e i manifestanti indossavano i gilet gialli come i dimostranti in Francia. Nessun ferito.

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