Cosa ha detto Gino Cecchettin da Fabio Fazio sul patriarcato

Redazione
11/12/2023

«Quello dei femminicidi è un problema molto serio che va affrontato nella maniera più drastica. Il tema del possesso, di vedere la donna come una proprietà, è la radice della questione», ha detto il padre di Giulia durante la puntata di Che tempo che fa in onda domenica 10 dicembre.

Cosa ha detto Gino Cecchettin da Fabio Fazio sul patriarcato

«Il discorso è nato da un profondo dolore. Ho una mente razionale e ho cercato di capire dove avessi sbagliato io e dare un aiuto a chi ancora ha la possibilità di salvarsi. Questa mia metodologia, che pratico nel quotidiano, mi ha permesso di analizzare le cause che hanno portato a non avere più Giulia con me». Gino Cecchettin, ospite della puntata di Che Tempo Che Fa di domenica 10 dicembre, ha parlato del femminicidio di sua figlia Giulia. Adesso le battaglie di Elena, sorella di Giulia, sono anche le sue: «Quando ho sentito mia figlia Elena parlare di patriarcato mi ha interdetto. Non conoscevo veramente il significato applicato nella società moderna, ora la supporterò nelle sue battaglie», ha proseguito, rispondendo alle domande di Fabio Fazio, «quello dei femminicidi è un problema molto serio che va affrontato nella maniera più drastica. Il tema del possesso, di vedere la donna come una proprietà, è la radice della questione. Dovremmo iniziare a cambiare i nostri atteggiamenti, metterci in discussione, anche dalle piccole espressioni che usiamo ogni giorno. Non sono innocue».

«Noi per primi dovremmo dimostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di genere»

«Come ho fato a tenere fuori la rabbia?», ha detto, «ho avuto un processo di cambiamento. Ho iniziato a piangere per Giulia già da domenica, ho provato abbia e odio. Ma ho voluto essere e reagire come avrebbe voluto mia figlia. Voglio amare, non voglio odiare». Il padre della 22enne ha pronunciato durante i funerali della figlia un discorso molto forte contro la violenza sulle donne, nella speranza «che la sua morte sia la spinta per cambiare»: «L’ho fatto con il cuore», ha detto, «cercando di trovare una possibile soluzione nel caso ci fosse. Mi trovo mio malgrado a combattere una battaglia di cui non ero praticamente a conoscenza. Avendo vissuto un anno fa un altro lutto molto importante, sono molto cambiato nell’ultimo anno. Devo ringraziare mia moglie Monica per avermi fatto conoscere l’essenza dell’amore. Lei mi ha insegnato molto, e il mio rapporto verso i miei figli in questi mesi è molto cambiato, ho imparato a dir loro quanto gli voglio bene». E ha aggiunto: «Noi per primi dovremmo dimostrare di essere agenti di cambiamento contro la violenza di genere. Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali. Dovremmo essere attivamente coinvolti  sfidando la diffusione di responsabilità, ascoltando le donne, e non girando la testa di fronte ai segnali di violenza anche i più lievi».