Cos’ha detto Giorgetti su governo, Lega e deficit

Cos’ha detto Giorgetti su governo, Lega e deficit

Secondo il sottosegretario leghista l'esecutivo deve ritrovare affiatamento perchè sono settimane che i lavori sono fermi: «Difficile andare avanti così, senza affiatamento».

22 Maggio 2019 11.20
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«La mia riflessione è che se c'è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo, deve fare le cose. Faccio questa riflessione dopo settimane in cui il governo ha avuto problemi. Non accuso nessuno, tantomeno il premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento. Questo affiatamento va ritrovato, sennò non si va avanti». Lo afferma il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, nel corso di un incontro con la stampa estera. Nel corso dello stesso evento il sottosegretario ha confermato che il 22 maggio non si terrà il cdm per «incombenze tecniche».

«RIMPASTI? ROBA DA PRIMA REPUBBLICA»

Il sottosegretario del Carroccio, rispondendo a domande su un possibile rimpasto di governo dopo il voto delle Europee, ha detto di non vederne la necessita: «Di rimpasti, di queste cose da Prima Repubblica non ci interessa niente. Parlo per la Lega e credo anche per i Cinque Stelle. Poi invece bisogna riflettere su errori: se c'è collaborazione bene, se partono ripicche e vendette, allora non si fa nulla, lo dico per l'interesse del Paese».

«LA STABILITÀ È IMPORTANTE, MA "NO" ALL'IMMOBILISMO»

«Sono dispostissimo a fare un passo indietro», ha detto ancora il sottosegretario, «se me lo chiedono e se non ritengono utile la mia posizione. Quanto al governo la stabilità è importante ma no all'immobilismo. La campagna elettorale mi ha fatto vedere un Paese vitale, dobbiamo esserne all'altezza». «Capisco», ha continuato, «che uno straniero faccia fatica a capire la politica italiana: vorremmo politica più normale, con senso di responsabilità. In questo, anche se sembra paradossale, vorremmo una politica più europea, più tedesca».

L'AFFONDO CONTRO LA SOGLIA DEL 3%

Nel corso del suo intervento Giorgetti si è anche soffermato su uno dei cavalli di battaglia del vicepremier Matteo Salvini, lo sforamento della soglia deficit/pil: «Crediamo sia arrivato il momento di proporre uno sviluppo a tutta l'Europa: ormai il 3% non è un modello nemmeno per la Commissione. Ci sono studi che valutano più parametri», ha spiegato.

LA SPINTA SULL'AUTONOMIA

Tra le domande dei giornalisti ce n'è stata anche una sulla delicata questione dell'autonomia regionale, che da mesi sembra essersi arenata: «La vecchia Lega aspetta con impazienza l'autonomia», ha detto il sottosegretario. «E se il governo del cambiamento non dà una risposta, la vecchia Lega, ma anche quella di Zaia, e tutti quanti noi ci spazientiamo. Perché l'autonomia non rompe l'equilibrio costituzionale, ma é ampiamente prevista dalla Costituzione».

«LA LEGA ALLE EUROPEE? NON CREDO IN CIFRE IN STILE DC

Parlando della Lega e delle elezioni Giorgietti e parso scettico sulla possibilità di superare il 30%: «Non credo a sondaggi che parlano di percentuali simili a quelle della Dc degli anni '60…Conosco questo Paese, ma se non faremo meglio delle politiche vuol dire che non abbiamo fatto bene…». Sull'attesa dei risultati il sottosegretario ha detto che probabilmente avverrà a Milano: «Ci prenderemo una pizza con Salvini e qualche altro, aspettando i dati».

LA REPLICA DI DI MAIO

A stretto giro è arrivata una replica piccata del vicepremier grillini Di Maio: «Ogni giorno ormai, da circa un mese, c'è qualcuno, e non del M5s, che minaccia la crisi di governo e fa la conta delle poltrone in base ai sondaggi. Oggi è toccato a Giorgetti. Basta minacciare crisi di governo e basta fare la conta delle poltrone. Si pensi al Paese».

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