Meloni dà in pasto Ferragni ai suoi elettori-follower e la sinistra cade nel trabocchetto

Paolo Landi
18/12/2023

La presidente del Consiglio-influencer preferisce avere Chiara e Fedez come avversari perché sa di poterseli mangiare in un boccone. E l'opposizione corre in soccorso senza accorgersi del più subdolo dei tranelli: restare coinvolti nel chiacchiericcio social che è il contrario della buona politica. Giorgia fa come faceva Berlusconi: gli altri inorridiscono, lei continua a vincere.

Meloni dà in pasto Ferragni ai suoi elettori-follower e la sinistra cade nel trabocchetto

Già da un po’ Matteo Renzi provoca Giorgia Meloni dicendo che, secondo lui, è la migliore delle influencer. La sua politica da capo del governo si risolverebbe nella ricerca spasmodica di like, senza preoccuparsi della coerenza, sbandierata – quando era all’opposizione – come la principale delle sue virtù. Via allora alla foto con Elon Musk con tanto di figlioletto sulle spalle (ma procreato con quel demonio che Meloni chiama – impropriamente ma in modo suggestivo – «utero in affitto»); via alla polemica sul pandoro di Chiara Ferragni, in un crescendo teatrale della voce e degli applausi, mentre parla ad Atreju e addita i veri modelli da seguire, «non certo le influencer che fanno soldi a palate indossando abiti e mostrando delle borse» (57,8 mila like su TikTok); via alla polemica davvero sgradevole su Roberto Saviano che, secondo Meloni, «racconterebbe la mafia per vendere copie dei suoi libri, fare serie televisive, ottenere celebrità e ricchezza e un pulpito da New York da cui dare lezioni di dignità agli italiani, sempre, si intende, a pagamento» (solo 2.906 cuori su TikTok mentre scriviamo: questa se la poteva risparmiare).

Una premier tra polemiche social e photo opportunity

La Meloni, interessante e inedito esempio di mix perfetto tra lavoro durissimo e vacanza infinita, da presidente del Consiglio non si risparmia viaggi e photo opportunity (ufficiali con Viktor Orban, impettita accanto a lui; scatti rubati mentre beve birra tedesca e vino francese con Olaf Scholz ed Emmanuel Macron in un vertice improvvisato nella notte, prima del Consiglio dell’Unione europea); da capo di Fratelli d’Italia, invece, si concede il piacere – come se fosse in vacanza a singhiozzo dalle sue mansioni istituzionali – di continuare a fare opposizione contro questo e contro quello, in una specie di delirio di onnipotenza che la fa essere, contemporaneamente, statista “alla Mario Draghi” e sopra le righe come Giovanni Donzelli, appropriata come una Angela Merkel ed elegante come una Daniela Santanchè.

 

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Dall’acqua da 8 euro in giù, tutte le frecciate di Giorgia a Chiara

Ha fatto finta di rimanerci male per il rifiuto di Elly Schlein di andare a farsi fischiare dalla platea di Atreju ma, in realtà, nella sua nuova veste di presidente del Consiglio-influencer preferisce confrontarsi con Fedez e Chiara, che dopo giorni di polemiche ha dato la sua versione dei fatti, chiedendo scusa con le lacrime agli occhi e promettendo un milione di donazioni. Davanti a un’opposizione obiettivamente in difficoltà di fronte al suo continuo camaleontismo, Meloni sembra considerare i suoi elettori alla stregua dei follower di TikTok e indugia a polemizzare ad usum social. Aveva cominciato già qualche anno fa con un video diventato virale in cui sorridendo proclamava: «All’acqua della Ferragni che costa 8 euro a bottiglia noi rispondiamo con l’acqua Giorgia Meloni che non costa niente perché l’acqua è un bene pubblico».

La polemica con Fedez per la legalizzazione della cannabis

Poi era stata la volta della polemica con Fedez che, al grido di «Giorgia legalizzala!», intendendo la cannabis, lanciato con gli Articolo 31 dal palco di Sanremo l’ha costretta a mandare avanti uno dei suoi per dire: «Mai! è una droga pesante!». Intanto incassava l’ok della direttora d’orchestra Beatrice Venezi, l’endorsement di Lorella Cuccarini, l’affettuoso abbraccio di Pino Insegno, tornati tutti miracolosamente a lavorare in una televisione che pareva averli pensionati.

Mentre Carlo Cracco, lamentandosi di aver pagato 60 mila euro una bolletta dell’energia elettrica, dichiarava senza incertezze che solo lei ci poteva salvare (non sapeva ancora che l’inflazione, da quando Meloni governa, è la più alta d’Europa, il doppio della Spagna, grazie purtroppo anche al grave errore di aumentare le accise sulla benzina con conseguenti impennate di tariffe autostradali, prezzo del  gas e derivati).

Nessuno resiste alla tentazione di alimentare il chiacchiericcio infinito

I Ferragnez non gliene fanno passare una, sono loro la vera opposizione a Giorgia e lei gongola perché se li magna in un boccone, ingenui come sono. Intanto la sinistra social corre in aiuto di Federico, di Chiara e di Roberto, senza accorgersi di cadere nel più subdolo dei trabocchetti allestiti da Meloni: qualcuno debolmente accenna alle «armi di distrazione», che sposterebbero l’attenzione dai veri problemi (il Mes, l’immigrazione, la riforma della giustizia, i mutui della casa raddoppiati che gettano le famiglie nell’angoscia). Ma nessuno resiste alla tentazione di commentare – sui social, appunto – le polemiche di Giorgia, alimentando quel chiacchiericcio infinito che è il contrario della buona politica. Come quando la sinistra inorridiva (giustamente) ascoltando Silvio Berlusconi parlare in un consesso internazionale delle supposte corna che la moglie gli avrebbe fatto con Massimo Cacciari. La sinistra inorridiva, ma lui continuava a vincere.