Meloni col vento in poppa non ha alcun interesse a rinnegare i fascistoni di Acca Larentia

Paolo Madron
09/01/2024

I 400 COLPI. I sondaggi danno di nuovo Fratelli d'Italia in crescita verso il 30 per cento. Perché mai la premier dovrebbe abiurare un passato che, come la fiamma nel simbolo, ancora brucia? La sinistra è debole, con l'Ue va d'accordo. Meglio non inimicarsi proprio ora quel serbatoio di arditi dentro il suo partito.

Meloni col vento in poppa non ha alcun interesse a rinnegare i fascistoni di Acca Larentia

Giorgia Meloni è all’apice del suo splendore politico. Al rientro dalla pausa natalizia i sondaggi la danno di nuovo in crescita verso quel 30 per cento dei consensi da cui si era negli ultimi mesi allontanata. Vento in poppa anche con gli alleati, perché il braccio di ferro sulla riconferma di Christian Solinas in Sardegna, contro cui la premier ha alzato un muro, sta inducendo Matteo Salvini a più miti consigli. In più, avvicinandosi il traguardo delle Europee, sta osando l’inimmaginabile, ossia portare Marine Le Pen a staccarsi dal leader della Lega per confluire nel campo dei Conservatori. Con l’opposizione poi le va di lusso, visto che la rivalità tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein sta mangiando terreno a quel campo largo cui una sinistra federata affida le sue (scarse) possibilità di rivalsa. Ciliegina sulla torta, nelle more del discorso di Atreju ha regolato il conto con Chiara Ferragni, col marito e i loro 40 e passa milioni di seguaci una fastidiosa spina nel suo fianco.

Ogni appello per farle cambiare rotta è destinato a cadere nel vuoto

In attesa che l’economia smorzi gli entusiasmi, cioè che si capisca che la riforma del Patto di stabilità è una mazzata per i nostri conti pubblici, e che le i nodi delle crisi industriali vengano al pettine (Ilva ci è appena arrivata, e l’automotive nonostante i velleitari e posticci tavoli del ministro Adolfo Urso è destinata a seguire), Meloni può giustamente dirsi soddisfatta. Inevitabile quindi che ogni appello per farle cambiare rotta o la induca a inopinate abiure è destinato a cadere nel vuoto. Come quello che da più parti (anche qualcuna delle sue) le arriva perché prenda le distanze dal manipolo di fascistoni che ha levato alto il braccio per onorare la memoria dei caduti missini di Acca Larentia. Anche esteticamente una bruttissima scena, centinaia di camicie nere disposte come un truce drappello di urlanti repubblichini.

Non avrebbe senso una Fiuggi 2 che così poca fortuna portò a Fini

Il commento di chi da quell’eredità non ha mai reciso con nettezza i legami, ossia il partito di maggioranza che ora governa, si è limitato a un laconico «è sempre stato così», alludendo al fatto che negli anni quell’anniversario si è svolto seguendo il medesimo rituale. Insomma, un assolutorio «così hanno sempre fatto» con cui Fratelli d’Italia si è lasciata scivolare da addosso l’episodio. L’opposizione è naturalmente indignata per la mancata abiura, ma a pensarci bene la polemica non porta da nessuna parte. Se solo ragionasse sul fatto che Meloni non ha alcun interesse in questo momento ad abiurare ad alcunché. Glielo chiede l’opposizione? Me ne frego, potrebbe dannunzianamente rispondere, ma non lo fa e giustamente glissa. Glielo chiede l’Europa? Al momento non risulta proprio, visto che con gli attuali vertici dell’Unione Meloni va d’amore e d’accordo. Dunque perché regolare definitivamente i conti col passato, aprire a una sorta di Fiuggi 2 che così poca fortuna portò all’allora camerata Gianfranco Fini?

C’è un passato che, come la fiamma nel simbolo, ancora brucia

Già poche settimane dopo il suo ingresso a Palazzo Chigi, nella chat dei Fratelli duri e puri è stata criticata per aver cambiato radicalmente posizione su Europa e moneta unica. E solo il grande consenso di cui continua a godere ha ridotto quelle proteste a nulla più che un nostalgico flatus voci. E se mai farà un passo indietro (ma meglio non inimicarsi quel piccolo serbatoio di arditi) non è proprio questo il momento. Forse solo una conclamata leadership europea, risultato di un rovesciamento degli assetti che hanno sin qui governato a Bruxelles, potrebbe indurla da posizioni di assoluta forza politica rinnegare un passato che, come la fiamma nel simbolo, ancora brucia.