Cosa sappiamo sulla giornalista olandese espulsa dalla Turchia

17 Gennaio 2019 11.16
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Si tinge di giallo l'espulsione dalla Turchia della reporter olandese Johanna Cornelia Boersma. Nella mattinata del 17 gennaio le autorità di di Ankara avevano informato che la corrispondente del finanziario Het Financieele Dagblad era stata fatta imbarcare dalla polizia su un volo da Istanbul per Amsterdam e allontanata dal paese per qustioni di «sicurezza nazionale». La notizia ha colto di sopresa la stessa Boersma, l'espulsione è avvenuta senza ricevere alcun documento formale che motivasse il provvedimento.

FERMATA ED ESPULSA IN MENO DI 24 ORE

Boersma è stata fermata quando si è recata all'ufficio per l'immigrazione di Bakirkoy a Istanbul per le pratiche ordinarie di rinnovo del permesso di soggiorno, dopo aver ricevuto nei giorni scorsi il rinnovo annuale del permesso stampa dal relativo ufficio della presidenza di Ankara. La giornalista è stata quindi posta in stato di fermo per tutta la notte, senza che le fosse permesso di ricevere alcun effetto personale dalla sua abitazione, prima di essere condotta stamani all'aeroporto Ataturk per l'espulsione con divieto di rientro nel Paese per 6 anni. È stata assistita da un legale turco e da funzionari del consolato olandese di Istanbul.

ALMENO 162 GIORNALISTI DETENUTI IN TURCHIA

«E poi all'improvviso sei di nuovo sull'aereo per tornare in Olanda. Dichiarata persona indesiderata in Turchia», ha scritto stamani la reporter su Twitter. Il caso riaccende i riflettori sulle limitazioni alla libertà di stampa in Turchia, dove secondo l'osservatorio P24 il numero dei giornalisti locali al momento detenuti è di almeno 162. La vicenda potrebbe inoltre produrre nuove tensioni tra Turchia e Olanda, dopo la normalizzazione delle relazioni nei mesi scorsi, che aveva posto fine alla rottura per i comizi negati nel 2017 ai ministri di Recep Tayyip Erdogan e le sue successive accuse di «pratiche naziste».

LA SEGNALAZIONE PER TERRORISMO

Le autorità turche hanno però voluto spiegare la celerità del gesto. Il Direttore dell'ufficio per la comunicazione della Presidenza di Ankara, Fahrettin Altun, ha sostenuto che l'espulsione non è dovuta alla sua attività giornalistica ma a informazioni fornite dall'intelligence olandese su sospetti «legami con un'organizzazione terroristica». «L'Olanda ha detto alla Turchia che la reporter che è stata espulsa oggi aveva legami con Jabhat al-Nusra (gruppo qaedista, ndr). Abbiamo agito sulla base dell'intelligence dell'Olanda e preso una misura precauzionale». Ha scritto su Twitter Altun. «Se un'agenzia di un governo straniero credibile ti dice che uno dei suoi cittadini ha legami con il terrorismo, non ti prendi alcun rischio», ha scritto Altun in un successivo tweet, «Solo le autorità olandesi sono nella posizione di spiegare perché sono giunte a quella conclusione. Noi non speculeremo sulla credibilità della loro intelligence».

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