Stefano Ferrio

Nella giornata internazionale delle foreste celebriamo i boschi del Nord Est

Nella giornata internazionale delle foreste celebriamo i boschi del Nord Est

21 Marzo 2019 10.32
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I celestiali boschi veneti dipinti nel Rinascimento da Bellini e Tiziano non sono estinti. Oltre la spessa cortina di smog e cemento che stritola il Nord Est d'Italia, essi resistono con un vigore e una maestosità tale da essere diventati i primi boschi comunali al mondo a meritare la certificazione "Per i servizi naturali" rilasciata dalla Forest Stewardship Council (Fsc) associazione internazionale non governativa che ha sede anche nel nostro Paese. Con la benedizione non solo dell'Associazione Foreste di Pianura (Afp) a cui si deve l'impulso da cui è nato tutto ciò, ma anche di partner e sponsor privati che – come Ikea, Q8, E-ON e Alì – ritengono opportuno investire in un futuro sostenibile.

Oggi 21 marzo, Giornata mondiale delle Foreste, l'Italia mitiga gli effetti di un 2018 annus horribilis, a causa dei 42 mila e 500 ettari arborei distrutti (soprattutto in Veneto) dalle tempeste d'autunno, grazie a questi 1.000 ettari di boschi comunali che, eroicamente sottratti alle ruspe, appartenengono per oltre due terzi al Nord Est, mentre il resto alligna in Trentino Alto-Adige. Si parla di boschi non comuni per il fatto di possedere, ognuno in diversa misura, tutti e cinque i parametri richiesti per questa nuova certificazione dei servizi naturali: biodiversità, cattura degli agenti inquinanti, pulizia dell'acqua, conservazione del suolo e promozione di attività ricreative. Si invocano al più presto mappe e tour guidati grazie a cui poterli visitare nei territori dei comuni veneti di Caorle, Cessalto, Concordia Sagittaria, Quarto d'Altino, San Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Torre di Mosto. Perché ognuno racconta una storia ed evoca almeno una poesia: dai 23 ettari del prezioso bosco-relitto di Cessalto, chiamato così per i suoi fusti ultrasecolari, ai 110 di San Stino immersi nel verde di carpini e querce.

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DAI FINANZIAMENTI UE ALLA COLLABORAZIONE CON L'UNIVERSITÀ DI PADOVA

«Questa certificazione è un grande risultato, raggiunto con il sostegno ricevuto da altri soggetti, a cominciarte da Etifor, spin-off dell'Università di Padova per la consulenza ambientale, e da WaldPlus, azienda tirolese specializzata nella cura delle foreste. Ma è anche un punto di partenza da cui guardare a un futuro ancora più aggregativo e ricco di potenzialità», spiega a Lettera43.it Stefano Pellizzon, 36 anni, di giorno al lavoro in un'azienda del settore energia e la sera impegnato come assessore comunale all'Ambiente della Giunta di centrosinistra che amministra San Stino di Livenza, provincia di Venezia. Da presidente dell'Associazione Foreste di Pianura, Pellizzon ricostuisce i capitoli di una storia sviluppatasi secondo traiettorie un po' contorte e casuali tipicamente italiane. «Tutto comincia a cavallo fra gli Anni 90 e l'inizio del 2000», ricorda, «quando i comuni di questa zona del Veneto hanno usufruito di finanziamenti europei per conservare o ripiantare i propri boschi. Da lì ad associarsi il passo è stato breve, perché così si potevano usare meglio le risorse di un piano rurale della Regione Veneto finalizzato alla riforestazione». Un momento decisivo, continua Pelizzon, «fu quando il mio predecessore, Vasco Boatto, docente di Agraria, riuscì a porre le basi di una collaborazione con l'Università di Padova, perché così divenne più facile coinvolgere il Forest Stewardship Council, e finalmente l'associazione trovò quella guida di cui aveva bisogno».

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LE SINERGIE CON LE AZIENDE

A quel punto, non appena ricevuta una prima certificazione standard dal Fsc, questi spicchi di foresta hanno iniziato ad avere le carte in regola per attrarre capitali privati. Come quelli dell'Ikea, che vi ha collegato una promozione dei propri alberi di Natale a noleggio, o come quelli della catena padovana di supermercati Alì, che vi trova un gancio per rafforzare la propria immagine sul territorio. Finché, nel momento di escogitare una campagna di immagine per vendere nel Veneto gas e luce elettrica, anche il colosso tedesco dell'energia E-ON decide di investire capitali nei boschi del Nord Est. Forte di queste sinergie, l'associazione da una parte ingrossa le proprie fila, aggregando aziende agricole del territorio oltre al lombardo Parco dell'Oglio Sud, a sua volta certificato, e dall'altra valorizza ulteriormente le proprie foreste, fino al conseguimento di questa nuova, per ora "esclusiva" certificazione. Risultato così unico da spiegare il tour nei boschi super-doc del Nord Est effettuato il 20 marzo da esperti europei su apposito invito dal Forest Stewardship Council.

PER OGNI EURO INVESTITO NE TORNANO SETTE

E che non finisca qui risulta chiaro da quanto rivela alla fine il presidente Pellizzon: «Noi dell'Associazione Foreste di Pianure abbiamo calcolato che per ogni euro investito ne tornano almeno sette in contributi e sponsorizzazioni con ritorni crescenti nel tempo. Tanto per capirci, fra 30 anni il bosco di San Stino si sarà sviluppato a un punto tale da assorbire da solo tutta l'anidride carbonica prodotta dal Paese». Fuori dai capannoni e dalle partite Iva del Nord Est, un altro Veneto è dunque possibile. Più "tizianesco".

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